Obiettivo di fondo: tutelare l’immagine della categoria e i diritti dei cittadini a scegliere liberamente anziché affidarsi a semplici slogan pubblicitari.
“In concreto è nostra ferma intenzione agire all’interno del sistema per dare una mano a sconfiggere definitivamente quel deprecabilissimo malaffare passato alle cronache nel corso degli anni come il fenomeno del ‘caro estinto’ e che più volte ha visto magistratura e forze dell’ordine intervenire nei confronti di addetti ospedalieri e di imprese funebri, ritenuti colpevoli di aver teso una rete di segnalazioni illecite in merito ai decessi in corsia”.
Parte di qui Ferruccio Benozzo, presidente dell’A.T.I.F. (Associazione Torinese Imprese Funebri, costituitasi nel 2008 e aderente all’Ascom torinese) per illustrare l’iniziativa messa in piedi dall’Associazione - che al suo interno raggruppa 33 imprese, per la maggior parte storiche in ambito subalpino – e denominata “operazione trasparenza”.
“Non vogliamo più passare, per colpa di pochi disonesti, come un branco di avvoltoi o una gang di banditi senza scrupoli!”.
“La stragrande maggioranza del nostro settore – prosegue Benozzo - è costituita da seri professionisti che da decenni lavorano onestamente e penso sinceramente che anche molti di coloro che in passato hanno sbagliato, oggi, dopo aver chiuso i conti con la giustizia, si comportino in maniera del tutto lecita”.
Per evitare comunque il ripetersi dei comportamenti “fuori legge” del passato, l’A.T.I.F. ha voluto mettersi direttamente in gioco, contattando le direzioni di tutti gli ospedali torinesi “per mettere loro a disposizione gratuita un software di nostra ideazione nel quale, inserendo (in forma anonima) i decessi avvenuti in un determinato lasso temporale, relativi reparti di degenza e nominativi delle imprese funebri coinvolte, sia data la possibilità di elaborare una serie di dati da analizzare sotto tutte le angolazioni possibili e sicuramente utili ad individuare eventuali anomalie”.
Piena disponibilità è stata immediatamente data dalla direzione sanitaria dell’ospedale Martini, dove è già stato analizzato tutto il 2008 ed i primi nove mesi del 2009. Un lavoro proficuo, “attraverso il quale lo stesso direttore sanitario Artemio Brusa è stato messo in grado di verificare che, nel periodo in oggetto, non è emerso nulla che possa indurre a sospettare di comportamenti illeciti”.
Per il 2010 verranno monitorati, a seguito della disponibilità ricevuta dalla direzione amministrativa dell’ASL-TO2, anche il Maria Vittoria, l’Amedeo di Savoia ed il Giovanni Bosco.
L’intenzione dell’A.T.I.F. è ovviamente quella di non fermarsi agli anni passati, ma di procedere costantemente nel tempo, “sperando che il nostro lavoro serva a dissuadere nuovi eventuali furbastri”.
All’appello, in quanto a disponibilità, mancano ancora però alcuni importanti ospedali.
“Alle Molinette non è stato ancora deciso nulla in merito, mentre al Mauriziano (nonostante le nostre numerose richieste di colloquio) non hanno ancora minimamente preso in considerazione l’idea di fissarci un appuntamento”.
E conclude Benozzo: “Sinceramente stupisce che due grandi strutture ospedaliere, in passato fra l’altro pesantemente colpite dagli scandali del ‘caro estinto’, esitino a collaborare con un’Associazione di categoria che propone un’iniziativa utile a tutte le parti in gioco. Ricordiamo bene tutti come, in occasione di quegli scandali, i vertici degli ospedali abbiano sempre rilasciato roboanti dichiarazioni ai giornali! Lascia quindi perplessi che quando si offre loro di passare dalle parole ai fatti, temporeggino o addirittura dimostrino il loro più totale disinteresse”.