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Riflessioni sul dopo recessione: Il ruolo dei servizi e le prospettive per il nostro Paese

Nel biennio 2008-2009 il Prodotto interno lordo italiano ha subito una contrazione complessiva pari al 6,3% in termini reali. L’Istat ha rivisto al ribasso anche la valutazione del Pil italiano per l’anno 2008, da -1% a -1,3%, una correzione piuttosto rilevante. La caduta del processo di creazione di ricchezza è stata profonda e duratura, interessando quasi un intero biennio. Tale fenomeno è unico nella storia economica repubblicana.
 
Tutte le valutazioni sulla ripresa in corso, pertanto, devono essere lette alla luce della caduta pregressa. In altre parole, il ritorno ai livelli pre-crisi, tanto in termini di Pil quanto di consumi delle famiglie, richiederà tempo e ingenti sforzi da parte di tutti gli operatori. Allo stesso modo, si conferma quanto ipotizzato più volte in questi anni da Confcommercio.
 
Il problema del paese non è tanto la crisi quanto piuttosto l’incapacità di crescere nei momenti buoni. Le debolezze strutturali dell’Italia fanno sì che cogliamo marginalmente le opportunità dei momenti di picco nell’attività economica mondiale e subiamo, invece, pienamente, gli influssi delle fasi recessive.

Per saperne di più vedi intervento integrale.