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Dettaglio News

Principali
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    Epat Torino sull'ipotesi del divieto dell'ASPORTO: “Si facciano più controlli, senza colpire l'intera categoria." 

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  4. testoNel rincorrersi delle voci per le future strette, apprendiamo dai giornali, dell’ipotesi di divieto all’asporto oltre le 18. Quindi una delle poche valvole di sfogo dei pubblici esercizi verrebbe immolata, proprio mentre non si parla più di ristori.

    "Il periodo ormai troppo lungo di drastiche limitazioni e chiusure dei pubblici esercizi, sta affossando un intero settore togliendogli la possibilità di ripartire, dichiara Claudio Ferraro direttore Epat Torino, non ci pare che ipotizzare limitazioni a quelle piccole finestre di attività, sia corretto e plausibile e neanche utile; serve solo ad aggravare ancor di più l’economia dei pubblici esercizi. Se si ipotizzano violazioni, come assembramenti dinnanzi ai locali, si facciano i controlli e si irroghino le sanzioni, ma non si colpisca un’intera categoria. Questo approccio “chiusi tutti se c’è qualcuno che non rispetta le regole” è un approccio sbagliato e se si può dire, neanche etico. È la resa dello Stato e delle amministrazioni deputate, che riconoscono di non poter controllare, ma in un tempo come quello che stiamo attraversando non può che rendere più vivo un senso di ingiustizia per chi le regole le rispetta e vede le proprie attività morire”- conclude il direttore Ferraro

    “Vi sono addirittura iniziative che corrono sui social, con inviti alla disobbedienza civile aprendo i locali che ormai sono chiusi da troppo tempo dichiara Alessandro Mautino Presidente Epat. Come fa il Governo a tutelare la legittimità se invece di curare le riaperture semmai anche in modo chirurgico badando ai dati di territori differenti, annuncia ulteriori blocchi alle modeste attività lasciate svolgere sino ad oggi. Sono messaggi in controtendenza che non possono che alimentare la ribellione e rendono difficile l’attività di sensibilizzazione di chi, come le associazioni, intende perorare il rispetto delle regole.”