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    Pil 2012: il Nord, con Milano in testa, ancora più lontano dal Mezzogiorno

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    In un’Italia che nel 2012 sarà tutta con il segno “meno”, la crisi potrebbe incidere anche aumentando i divari territoriali tra Nord-Centro e Sud. Milano, in cima alla graduatoria provinciale del valore aggiunto pro capite, dovrebbe essere ancora più lontana da Caserta, che occupa l’ultima posizione. Ma sarà l’intero Mezzogiorno a fare un ulteriore passo indietro, potendo contare nel 2012 su una ricchezza prodotta per abitante pari a solo i due terzi della media nazionale. 

    Prioritario sarà, dunque, dare nuovo impulso alle politiche di coesione e di sviluppo delle regioni del Sud, così come agli interventi a sostegno dell’occupazione e della capacità di investimento delle imprese italiane, penalizzate dai possibili rischi di ulteriore selettività dell’offerta creditizia. 

    E’ quanto emerge dagli Scenari di sviluppo delle economie locali italiane realizzati da Unioncamere e Prometeia. Queste previsioni sono elaborate utilizzando uno scenario di consensus basato sugli ultimi dati diffusi dagli enti istituzionali, con particolare riferimento alle più recenti informazioni dell’Economic Outlook dell’OCSE, diffuso il 28 novembre scorso. 

    Il modello econometrico sul quale si basa lo scenario tiene conto delle informazioni contenute nelle indagini periodicamente condotte dal Centro Studi Unioncamere a livello territoriale, nonché dei possibili effetti dell’ultima manovra del Governo. 

    Pertanto, pur i
    n un contesto caratterizzato da numerose incognite e da repentini cambiamenti del quadro economico e finanziario, lo scenario elaborato intende tracciare l’evoluzione attesa a partire da quanto viene “narrato” dalle aziende italiane, evidenziando opportunità e criticità legate alla prosecuzione delle tendenze oggi in atto nel panorama nazionale e internazionale per fornire così indicazioni utili a orientare – e riorientare - le scelte di politica economica (anche a livello territoriale). 

    Per ulteriori informazioni vedi testo integrale del comunicato Unioncamere.