1. Lente
  1. testo... scopri come risparmiare Energia in Ascom!
    altezza1
    coloreEE5F39
    icona330
  2. testoIl Mercato della Pubblica Aministrazione
    altezza1
    coloreE83F76
    icona20
  3. testoTi serve credito? Hai provato a chiedere a noi?
    altezza1
    colore80579E
    icona230
  1. testoScopri tutti i vantaggi di essere Socio
    altezza1
    colore53C7A0
    icona530

Dettaglio News

Principali
  1. titolo

    Rete Imprese Italia Piemonte: le proposte delle micro e piccole imprese per il prossimo mandato di Governo Regionale


  2. sottotitolo

  3. immagineMAS 2176
  4. testoNon è realistico pensare di rilanciare lo sviluppo economico del Piemonte dimenticando le esigenze di centinaia di migliaia di imprenditori che quotidianamente lavorano insieme ai loro famigliari e collaboratori dipendenti! E’ questo il messaggio che Rete Imprese Italia – Piemonte ha lanciato alle Forze Politiche, lunedì 20 maggio in occasione dell’incontro con i candidati presidenti alla presenza degli organi di informazione, in vista delle elezioni regionali di domenica prossima. Erano presenti i candidati Governatore del Piemonte Giorgio bertola per il Movimento Cinque Stelle, Valter Boero per il Popolo della Famiglia, Sergio Chiamparino per il centro-sinistra e Alberto Cirio candidato per il centro-destra piemontese.

    A livello regionale, a fronte di un totale di 321.758 imprese e di 1.304.274 addetti (esclusa l’agricoltura) quelle con meno di 10 dipendenti sono infatti 306.001 (il 95%) e assorbono il 42,32% della forza lavoro (551.959 unità), mentre quelle con meno di 5 addetti sono 289.794 (90%) e coprono il 33.91% (442.229 addetti) del personale dipendente.

    Buona parte del divario crescente tra il Piemonte e le altre regioni del Nord - non a caso il triangolo d’oro dell’economia italiana fa ormai riferimento a Lombardia, Emilia Romagna e Veneto – è ascrivibile alle difficoltà riscontrate dalla cosiddetta impresa diffusa, che nel quinquennio 2018-2014 ha dovuto affrontare problemi via via crescenti:

    • Il commercio al dettaglio ha registrato un saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni al Registro Imprese delle camere di commercio pari a –11.401. In assoluto si tratta del risultato peggiore tra i diversi settori imprenditoriali, seguito dalle costruzioni (–9.550) e dall’agricoltura (–5.715). Primato negativo che deriva, in particolare, dalla riduzione progressiva delle nuove iscrizioni (passate dalle 2.860 del 2014 alle 1.924 del 2018, con un differenziale di 936 unità: seguono la ristorazione con un calo di 358 unità e le costruzioni con 257 unità).

    • Le imprese della ricettività e ristorazione hanno presentato un saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni: -199 per la ricettività e -5.213 per la somministrazione, a testimonianza di una sostanziale instabilità di un settore che non è ancora riuscito ad esprimere appieno le pur innegabili potenzialità.

    • Le imprese artigiane sono passate da 126.142 del 2014 a 120.053 unità nel 2018 (-6.089), con una riduzione della componente dei lavoratori autonomi pari a -19.578, passati dai 157.572 del 2014 a 137.994 del 2018.

    È fondamentale allora che nell’XI legislatura tutte le forze politiche – di maggioranza e di opposizione – assicurino la massima attenzione a favore delle imprese di minori dimensioni: occorre individuare - si legge nel comunicato presentato ai quattro candidati -  all’interno della prossima Giunta regionale, Assessori dedicati ai diversi settori della micro e piccola impresa, servono risorse adeguate e continuative negli anni e bisogna garantire dialogo sociale e concertazione con le Organizzazioni di categoria.

    Al di là dell’importanza rivestita dalle grandi opere (TAV, Terzo Valico, Asti-Cuneo, Tunnel di Tenda) e della necessità di connettere il territorio regionale al resto del Paese e dell’Europa attraverso interventi infrastrutturali minori e reti telematiche, es. banda larga, i rappresentati di Rete Imprese Italia – Piemonte hanno poi illustrato le proposte sui principali temi di diretta competenza regionale:

    • maggiore accesso al credito, tuttora negato alle imprese di piccole dimensioni, anche quando sono sane
    • sostegno all’innovazione tecnologica, organizzativa e dei modelli di business specifica per le micro imprese di tutti i settori
    • apertura alle imprese di minori dimensioni delle risorse dei fondi strutturali, in particolare il cosiddetto POR FESR per gli investimenti, prevedendo bandi su misura delle loro capacità
    • salvaguardia della formazione per gli imprenditori, i coadiuvanti e i dipendenti nel prossimo POR FSE, preferibilmente con percorsi formativi inseriti all’interno delle politiche per gli investimenti
    • integrazione tra politiche ambientali (es. per la qualità dell’aria) ed esigenze delle attività economiche, evitando contrapposizioni tra salute dei cittadini e libertà di impresa
    • avvio di una strategia per affrontare i problemi delle città, definendo appositi interventi di rigenerazione e riqualificazione dell’ambiente urbano • attivazione di un vero e proprio coordinamento di livello regionale degli attori della filiera delle costruzioni • turismo come leva di sviluppo e di diversificazione dell’economia piemontese.

    Leggi il documento consegnato ai candidati