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Dettaglio News

Principali
  1. titolo

    Sì alla salvaguardia della qualità dell'aria ma attenzione alla sostenibilità delle misure!

  2. sottotitolo

  3. immaginePiano regionale qualita aria 2017
  4. testo

    Nelle settimane scorse gli organi di informazione avevano dato notizia dell’accordo intervenuto tra i Presidenti delle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna con il Ministero dell’Ambiente per l'adozione coordinata e congiunta di misure di risanamento della qualità dell'aria nel Bacino Padano.

     

    Una strategia condivisibile dal momento che l’esperienza di questi anni dimostra che a fronte delle peculiari caratteristiche dell’area, in particolare nei mesi invernali, il problema non può essere affrontato e risolto con singoli provvedimenti locali, scoordinati tra di loro.

     

    La recente pubblicazione dei testi dell’accordo ma soprattutto del Piano Regionale per la salvaguardia della qualità dell’aria della Regione Piemonte (approvato alla Giunta ed attualmente in fase di Valutazione Ambientale) sta tuttavia generando forti preoccupazioni nelle Categorie economiche ed in particolare in quelle del terziario.

     

    Non a caso il tema è attualmente al centro dell’attenzione dei tecnici delle cinque Associazioni del commercio (Confcommercio e Confesercenti) e dell’artigianato (C.A.S.A. - C.N.A. e Confartigianato) che si riconoscono in Rete Imprese Italia a livello Piemontese e prossimamente è prevista l’emanazione di un documento unitario di osservazioni per la Regione.

     

    Se da un lato l’impianto generale del documento appare sufficientemente articolato le preoccupazioni e, su tutta una serie di punti, la netta contrarietà dell’Ascom di Torino e della Confcommercio Piemontese si concentra essenzialmente su tre questioni.

     

    “In primo luogo, osserva il dr. Gossa direttore della Confcommercio Piemontese, consideriamo sorprendente che gli interventi prescrittivi e con specifica calendarizzazione temporale vengano prevalentemente concentrati sulle misure riguardanti il trasporto privato,  mentre per le altre misure ci si limiti ad indicare linee di indirizzo generiche!”.

     

    Più in specifico genera forte preoccupazione il combinato disposto di divieti che, in un lasso di tempo decisamente contenuto, andrebbero a colpire  tutto il parco mezzi trasporto privati con particolare riguardo a quelli diesel con l’intento di provocare da un lato una diminuzione della circolazione di tali mezzi e dall’altra una sostituzione di tali veicoli con tipologie meno inquinanti (n.d.r.: vedi sintesi misure previste a carico traffico).

     

    Il secondo motivo di forte preoccupazione è costituito dalla prevista introduzione  nei centri storici (o ambiti territoriali similari) di tutti i comuni al di sopra dei 10.000 abitanti di zone a traffico limitato (ZTL) che, entro il 31 dicembre 2020 debbono coprire il 40% della superficie dei medesimi con una totale pedonalizzazione di almeno il 20%; percentuali che entro il 31 dicembre 2030 debbono salire rispettivamente  al 100% ed al 40%!

     

    La terza questione è costituita dalla prevista introduzione a  Torino (con possibile replica ad Alessandria e Novara) di  una “Congestion Charge” ossia di una zona di accesso solo a pagamento per residenti e fruitori nel dichiarato intento di limitare gli accessi a tale ambito.

     

    Ad aggravare il tutto appare interessante notare come al momento per la maggior parte di queste misure non siano previsti strumenti di incentivazione o sostegno!

     

    “Siamo sempre stati sensibili alle esigenze di salvaguardia della salute pubblica - osserva la Presidente Coppa - ed anche le nostre categorie sono disponibili a fare la loro parte nel concorrere al miglioramento del livello di inquinamento dell’aria! Questa disponibilità tuttavia non può tuttavia prescindere dalla razionalità e sostenibilità delle misure!

     

    “Un conto sono le situazioni di pericolo ed il famoso semaforo che è alla base dell’accordo interregionale - prosegue la Presidente - ben altro sono talune visioni e logiche di matrice ideologica che consideriamo assolutamente inaccettabili in quanto scaricano su imprese e cittadini gli oneri senza una preventiva verifica della sostenibilità e del rapporto costi/benefici, con il concreto rischio di appesantire ulteriormente i processi di desertificazione commerciale che già stanno affliggendo numerosi centri urbani!”

     

    “Sia come Ascom e Confcommercio che come Rete Imprese – conclude la Presidente - faremo sentire alla Regione le preoccupazioni delle nostre imprese e proporremo le opportune modificazioni augurandoci di poter contare su di un atteggiamento di sensibilità! Ove questo non avvenisse sia come Organizzazione che come Categorie siamo pronti a contrastare con la dovuta forza in sede regionale e locale eventuali provvedimenti che mettessero a repentaglio il futuro delle nostre imprese ancora impegnate a superare la grave crisi economica di questi ultimi anni!”

     

    Per maggiori dettagli vedi:

    - sintesi misure previste settore trasporti

    - versione completa piano salvaguardia qualità dell'aria della Regione