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    Tria: "Necessario tagliare l'Irpef, no ad una manovra correttiva"

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    "Il taglio dell'Irpef è un atto di giustizia necessario, soprattutto per i ceti medi che per anni hanno subito gli effetti di un fiscal drag da tutti contestato
    ma che nessuno ha mai provveduto ad attenuare. E avremo 87 miliardi dallo sblocca-cantieri". Lo dice, al Messaggero, il ministro dell'Economia, Giovanni Tria. "Dobbiamo riparare i danni che ha fatto il fiscal drag sul ceto medio", ribadisce dunque Tria che sull'Iva spiega: "Da tempo sostengo la virtù di un'imposta più spostata sui consumi. Sarà la politica a decidere". "Ribadisco che non sarà necessaria alcuna manovra correttiva nel senso tradizionale del termine - chiarisce poi il ministro -. Semmai ci saranno aggiustamenti quantitativi, ma senza modificare la struttura della legge di Bilancio. Con il Def che il governo ha approvato, siamo infatti in grado di soddisfare in pieno gli impegni con Bruxelles.

    Anzi, non escludo un miglioramento del deficit strutturale, se anche fosse dello 0,1%". "Con il decreto crescita - aggiunge - abbiamo introdotto il superammortamento, la mini-Ires semplificata, l'Imu sui capannoni industriali deducibile, l'aumento del finanziamento del Fondo garanzia per le imprese, altri 500 milioni per i comuni destinati all'efficientamento energetico e molto altro. Di più non potevamo fare. Del resto, se le imprese hanno apprezzato vuol dire che la strada è giusta. Per non parlare dello sblocco degli appalti". "Il provvedimento - fa sapere - è ormai pronto al 98%: abbiamo modificato molto del Codice degli appalti per semplificare una procedura che era, quella sì, di ostacolo a qualunque progetto di sviluppo. Di più, abbiamo già individuato 87 miliardi nelle pieghe della contabilità pubblica che potrebbero essere usati subito ma che sono bloccati da lacci burocratici che abbiamo cominciato a snodare". "Quota 100 - rivendica infine - era necessaria, perché corregge i problemi di transizione creati dalla legge Fornero.

    Peraltro, soprattutto nel settore pubblico dove il turn over è ancora al 100%, consentirà un utile aggiornamento delle competenze contribuendo a svecchiare un organico con la più alta età media fra i Paesi Ocse".