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    "Ora apriamo una porta verso Ovest" Pompilio D’Alicandro, vicepresidente di Sito e di Ascom Torino: esportiamo molto e importiamo poco, possiamo bilanciare

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    «Finalmente qualcosa si muove». Non nasconde un certo (cauto) ottimismo, Enzo Pompilio D’Alicandro, vicepresidente di Sito, società dell’interporto di Orbassano, e numero uno dell’Associazione provinciale degli autotrasportatori (Fai), oltre che titolare della ditta di tir Mole Logistica. «L’avvio del nuovo collegamento ferroviario per le merci con Cervignano del Friuli è buona notizia — commenta —, un primo segnale importante di rilancio per un’area, quella torinese, che attualmente vive una situazione di crisi».

    Pompilio, il nuovo servizio merci aiuterà lo sviluppo del polo logistico torinese? «Il treno annunciato dalle Ferrovie non sarà il solo. Presto avremo un altro collegamento"


    Quale? «Un servizio verso Verona, e da lì verso Bari. Così saranno due i treni merci ad attraversare la pianura Padana a partire da Torino. Questo consentirà di aumentare i traffici».

    Qual è il principale problema della movimentazione delle merci sotto la Mole? «Il nostro territorio vive una situazione di disagio e di crisi dovuto allo scarso bilanciamento dei traffici: esportiamo molto, ma importiamo poco. Ma se con i nuovi collegamenti riusciremo a far arrivare o a far salire in Piemonte nuove merci questo si rivelerà un’opportunità».

    Tutto questo in attesa della nuova linea ferroviaria Torino-Lione? «Quello è l’orizzonte finale. E proprio per misurare le ricadute dell’apertura della porta dell’Ovest abbiamo commissionato uno studio ai ricercatori della Bocconi. Sarà pronto entro l’estate».

    E la porta del Sud: quella dei collegamenti con la Liguria? «Non abbiamo tralasciato l’idea di spingere sul collegamento intermodale verso Vado: l’obiettivo è di arrivare ad avere un servizio ferroviario anche in quel caso».

    Le interruzioni di questi mesi sui tratti autostradali liguri stanno causando problemi? «Stanno mettendo tremendamente in crisi il sistema. Con i nostri camion non possiamo viaggiare a vuoto e le code stanno causando problemi ai ricarichi pianificati. Nessuno la disdegna, ma l’invocata riduzione dei pedaggi è un palliativo e non ripaga i danni».

    FONTE: CORRIERE TORINO