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    Rete Imprese Italia Piemonte alla Regione: sul PRQA serve un serio confronto con le rappresentanze delle imprese e la salvaguardia delle loro esigenze.

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    In un articolato documento unitario indirizzato al Presidente Chiamparino, al Vicepresidente Reschigna ed agli Assessori Valmaggia (Ambiente) Balocco (Trasporti) e De Santis (Attività Produttive) le cinque Associazioni Imprenditoriali regionali (Casa Artigiani, C.N.A., Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) evidenziano le forti preoccupazioni che si stanno diffondendo nelle categorie per talune delle scelte previste nel Piano Regionale per la salvaguardia della Qualità dell’Aria nonché la richiesta di tutta una serie di interventi emendativi volti a rendere sostenibile il provvedimento per le imprese rappresentate.

     

    Scrivono infatti le cinque Associazioni “I dati statistici disponibili nella sezione open data del sito internet dell’Automobile Club d’Italia, riferiti all’anno 2016, evidenziano infatti come le nuove limitazioni alla circolazione rischino di produrre un forte impatto sulle attività economiche che si spostano con mezzi aziendali, che riforniscono le città di merci ovvero che beneficiano dei flussi della mobilità privata dei cittadini.”

     

    Anche le aree urbane destinatarie delle misure – prosegue il documento -, a partire dai centri storici, al cui interno la presenza di imprese commerciali, turistiche, dei servizi e dell’artigianato garantisce condizioni di vitalità, sicurezza e ordine essenziali per un ambiente vivibile ed attrattivo, potrebbero risentire pesantemente dei divieti e degli interventi restrittivi della libertà di circolazione”.

     

    Di qui la considerazione che “risultano peraltro rafforzati i timori circa la possibilità che vengano alterati gli equilibri concorrenziali tra territori e tra aziende, con forte penalizzazione per le realtà colpite dalle restrizioni rispetto a quelle escluse”.

     

    In tema di trasporti, a fronte del rilevantissimo numero di mezzi che sarebbero coinvolti dai molteplici provvedimenti previsti, siano essi strutturali o temporanei in caso di emergenze, le Associazioni ritengono necessario:”

    1. assicurare un processo di graduale limitazione della circolazione, soprattutto a partire dagli Euro 3 a gasolio;

    2. individuare tempi e modalità con cui verranno promossi i bandi per la concessione dei contributi (art. 2 comma 1 lett.(b) dell’Accordo) per la sostituzione dei veicoli inquinanti con veicoli a basso impatto ambientale;

    3. definire l’ammontare preciso delle risorse che il Ministero dell’Ambiente attribuirà alla nostra Regione: l’accordo prevede infatti un contributo massimo di 2 milioni di Euro da parte del Ministero a ciascuna regione del Bacino Padano;

    4. prevedere una serie di deroghe, in particolare per gli Euro 3 diesel, considerato che la somma prospettata risulta del tutto insufficiente per soddisfare il fabbisogno dei veicoli Euro 3 diesel attualmente in circolazione;

    5. verificare la possibilità di integrare le risorse nazionali con fondi regionali, definendo appositi strumenti agevolativi”.

     

    Sempre in tema di trasporti Rete Imprese pur riconoscendo “la necessità di proseguire le politiche pubbliche rivolte al risanamento della qualità dell’aria ed alla tutela delle condizioni di salute dei cittadini,” considera fondamentale “che nel Piano regionale in esame siano privilegiati gli interventi diretti ad incentivare comportamenti virtuosi ed ambientalmente compatibili, sia dei cittadini sia delle aziende, salvaguardando le esigenze dello sviluppo economico ed occupazionale.”

     

    Partendo da questo presupposto il documento unitario considera “particolarmente critiche le seguenti misure relative al comparto trasporti rivolte a limitare la mobilità negli ambiti urbani, a partire dai centri storici, in riferimento alle quali si ritiene necessario sia attivato un confronto urgente con le Associazioni Imprenditoriali:

    - misura TR 09 “Estensione delle Zone a Traffico Limitato e delle Aree Pedonali”,

    - misuraTR 14 “Limitazione della circolazione in ambito urbano per veicoli alimentati a gasolio”,

    - misura TR 15 “Introduzione della Congestion Charge”,

    - misura TR 16 “Low Emission Zone

     

    Passando a considerare le misure proposte in tema di impianti termici il documento di Rete Imprese Italia Piemonte evidenzia “la necessità di integrare il Piano ed i relativi indicatori con

    pianificazione di azioni mirate alla formazione ai Responsabili di impianto, pubblici e privati;

    -   continuare gli approfondimenti tecnici ed operativi con gli operatori del settore per condividere strumenti ed azioni mirati alla diffusione massiva degli adempimenti di legge a tutela e rispetto della qualità dell’aria

     

    “La definizione di una misura mirata al miglioramento delle prestazioni energetiche per la climatizzazione invernale/estiva e/o produzione di acqua calda per uso igienico-sanitario – prosegue il documento unitario - potrebbe essere maggiormente focalizzata sul settore della climatizzazione estiva civile, anche se la “partita termica” rimane rilevante ma può essere sostenuta in buona parte dal patrimonio professionale qualificante delle imprese del settore e se continua ad essere sottovalutata dalla committenza pubblica e privata”.

     

    Di qui la proposta di “una sorta di incentivazione di livello regionale in grado di contribuire a sensibilizzare ulteriormente la committenza sulla corretta gestione degli impianti termici e di climatizzazione estiva per contribuire a far crescere ulteriormente l’attenzione sull’argomento dell’efficientamento energetico”.

     

    In tema di “Utilizzo di fonti di energia rinnovabile” Rete Imprese propone alla regione di farsi carico di due linee di azione relative:”

    - allo snellimento delle procedure amministrative per incentivare la diffusione di fonti rinnovabili in sostituzione parziale o totale di fonti fossili per produzioni termiche convenzionali;

    - alla definizione di una linea guida finalizzata a limitare la qualifica professionale delle imprese che non abbiano svolto il percorso di aggiornamento obbligatorio previsto, perdendo così i requisiti professionali per svolgere i lavori su impianti F.E.R. previsti dal d. lgs. 28/11”

     

    Il documento si conclude con una serie di osservazioni e proposte riguardanti le misure relative al comparto delle Attività Produttive finalizzate a “consentire la massima informazione e formazione possibile sui temi del risparmio energetico e dell’uso di fonti rinnovabili in edilizia, nonché la sensibilizzazione dell’utente finale sull’importanza del contenimento dei consumi energetici e sull’opportunità di sostituzione/integrazione delle fonti fossili con le fonti rinnovabili, al fine di promuovere l’esecuzione di interventi di riqualificazione del sistema edificio-impianto”.

     

    Per maggiori dettagli vedi il testo integrale del documento.