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Borsino immobiliare 2022 - 28 giugno, ore 11

Il mercato di Torino nel 2020 si è chiuso con un bilancio nel complesso favorevole pur se con chiari e prevedibili segnali di riduzione del numero delle transazioni complessive.
I volumi di compravendita, con 11.868 scambi di abitazioni in Città e 16.159 nel resto del Territorio Metropolitano confermano l’impatto negativo avuto dalla pandemia da Covid-19 sul mercato immobiliare residenziale facendo registrare una contrazione del 13,1% nel Capoluogo e una riduzione del 5,0% nei restanti Comuni, rispetto ai dati del 2019.

Il fatturato totale stimato per la compravendita di abitazioni sull’intero Territorio della Città Metropolitana di Torino ammonta a oltre 4 miliardi e 200 milioni di euro.

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ALCUNI DATI EMERSI DURANTE IL CONVEGNO:


Il valore delle quotazioni è pressoché stabile, con una lieve tendenza alla diminuzione, pur presentando significative differenziazioni tra le aree centrali e la periferia.

I tagli più compravenduti, sia nel Capoluogo sia nella restante Area Metropolitana, sono stati quelli tra i 50 e gli 85 mq.seguiti dai tagli da 86 a 115 mq.

Com’era prevedibile, la richiesta di appartamenti da destinarsi a B&B ha subito una brusca frenata nel 2020, per ovvie ragioni, tant’è che il taglio tra i meno richiesti in Città è risultato quello fino a 50 mq. con un meno 14,2% mentre la Provincia ha prodotto un dato in controtendenza con un aumento delle compravendite per i tagli fino a 50 mq. del 3,2%, segno che anche questa metratura è presa in considerazione da chi vuole andare a vivere fuori Città.

L’andamento in Provincia segue comunque quello cittadino, anche se con una diminuzione delle transazioni molto più contenuta (-5,0%, risultato migliore rispetto al dato nazionale che si è assestato a -7,7%) pur se con un lieve calo nei prezzi rispetto al 2019.

 

La cifra media impegnata per un acquisto di una casa in Città è stata di € 182.182 mentre in Provinciail costo medio di un appartamento compravenduto è stato di € 126.319.

 

Il fatturato totale stimato per la compravendita di abitazioni sull’intero Territorio della Città Metropolitana di Torino ammonta a oltre 4 miliardi e 200 milioni di euro.

 

Con riguardo ai Negozi, la Città di Torino ha visto ridursi il numero delle compravendite del 9,8%, con una contrazione nei prezzi del 3% mentre per quanto concerne gli Uffici, il calo delle compravendite è stato del 3,8% e una diminuzione dei valori medi dell’1,4%.

In occasione della presentazione, analizzeremo l’andamento del Mercato Immobiliare attraverso le indicazioni che ci arrivano dai nostri agenti rilevatori: dall’elaborazione dei dati raccolti nel 2020 alla corretta interpretazione e al giusto inquadramento degli stessi nelle dinamiche economiche e sociali legate al Covid-19.

Luca Dondi Dall’Orologio, AD di Nomisma, osserva che La drammaticità del quadro pandemico, che ha pe­santemente influenzato l’andamento economico complessivo, si è solo in parte riflessa sulle dinami­che immobiliari. 

Nonostante gli impedimenti fisici all’effettuazione di attività propedeutiche alla con­versione delle intenzioni di acquisto e, più in gene­rale, la precarietà delle prospettive reddituali future, il settore nel corso del 2020 è riuscito a contenere gli arretramenti, sia in corrispondenza del mercato al dettaglio che di quello corporate

A favorire la capacità di tenuta hanno concorso, da una parte, l’atteggiamento degli operatori econo­mici, che sottende una scommessa sulla portata prettamente congiunturale della debacle registra­ta, dall’altra, un atteggiamento degli istituti di cre­dito, solo nominalmente più attento e selettivo.

Il contributo garantito dal sistema creditizio è stato fondamentale nel consentire al mercato immobilia­re l’insperato rimbalzo rilevato nella seconda parte dell’anno. Ad alimentare la risalita non è stata, tut­tavia, solo la domanda primaria in misura prevalen­te sostenuta da mutuo, ma in modo non marginale deve essere ascritta all’ingente liquidità presente nel sistema, in parte indirizzatasi verso il settore. Se, in­fatti, la recessione indotta dalla pandemia ha forte­mente indebolito la capacità reddituale di parte del­le famiglie, è altrettanto evidente come l’asimmetria nella distribuzione della ricchezza, associata ad una limitazione delle possibilità di impiego, abbiano am­pliato le disponibilità finanziarie che i nuclei finora meno esposti alla crisi hanno inteso indirizzare verso l’immobiliare”.

 “Nonostante il 2020 sia stato caratterizzato dall’emer­genza pandemica – afferma Beatrice Pinelli, Responsabile del Borsino Immobiliare - il mercato immobiliare non ha su­bito particolari flessioni nei valori contrariamente al numero delle transazioni che hanno subito una lieve contrazione 

La città non ha risposto in modo univoco; a seconda delle zone si è assistito ad aumenti o diminuzioni sia nei valori che nelle richieste. 

L’impossibilità di muoversi, causa lock down, per lunghi periodi e l’incremento dell’utilizzo dello smart working e della Dad hanno influito notevolmente sulle scelte degli aspiranti acquirenti indirizzando­li non solo verso soluzioni abitative più ampie, che permettano di ricavare spazi indipendenti di lavo­ro-studio, ma anche verso abitazioni dotate di spa­zi esterni. Il centro continua ad avere il suo fascino ma un numero maggiore di richieste si è indirizzato verso i quartieri più abbordabili dal punto di vista fi­nanziario, ed altrettanto qualificati, quali ad esem­pio San Paolo e Vanchiglia, e verso le cittadine della prima cintura. Abbiamo altresì rilevato un rallenta­mento delle richieste per piccoli alloggi acquistati prevalentemente per investimento vista l’assenza, in questo periodo, di richieste da parte degli studenti universitari.

Per quanto riguarda il nostro Borsino Immobilia­re, ed in particolare i dati relativi alla rilevazione dei prezzi, si potrà facilmente constatare, che si è prov­veduto ad apportare un sostanziale cambiamento nella suddivisione delle zone adeguandole a quelle stabilite dall’Agenzia delle Entrate (OMI)

Questo mutamento è stato dettato dall’opportunità di fornire a tutti noi operatori del settore, chiamati costantemente ad esprimere corrette valutazioni degli immobili, uno strumento che, così concepito, potrà consentire una più agevole e immediata com­parazione dei dati rilevati. 

Inoltre, adottando questo criterio, le zone risultano più circoscritte e di conseguenza i valori sono più ri­spondenti a quelli effettivi di mercato”.

Il Sentiment degli operatori del settore espresso per il primo semestre 2021 è nettamente positivo, una sorta di effetto fionda rispetto allo stesso periodo del 2020, mentre si attende, per fine anno, un assestamento nelle compravendite che consentiranno comunque di ottenere un saldo molto positivo, quantomeno nel numero delle transazioni, rispetto al 2020.

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“L’Edizione 2021 del nostro Borsino immobiliare, – ci spiega il Presidente FIMAA Torino Franco Dall’Aglio – è la seconda edizione che vede la luce con ancora la pandemia da Covid-19 in corso.

Il temuto collasso delle compravendite immobiliari, paventato lo scorso anno, soprattutto dopo ben due mesi di lockdown, fortunatamente non si è concretizzato. A livello nazionale, dalle circa 600.000 transazioni di immobili residenziali che si sono registrate nel 2019, ci si è attestati, nel 2020, a circa 557.000 compravendite con un -7,7% su base annua.

La Città di Torino ha segnato un decremento più marcato (-13,1%) tuttavia questi numeri non hanno causato l’altrettanto temuto crollo dei prezzi.

Il mercato immobiliare, non covando dentro di sé segnali di malessere fisiologico tale da causare ulteriori flessioni (non dimentichiamo che dal 2014 al 2019 il numero delle transazioni residenziali è sempre andato a crescere), ha reagito come solo un corpo sano sa fare di fronte alla malattia assorbendo il gap. prodotto da ben due mesi di blocco pressoché totale. nei restanti 8 mesi di attività del 2020.

L’evento ha visto la partecipazione di

  • Franco Dall’Aglio, Presidente FIMAA Torino 
  • Maria Luisa Coppa, Presidente ASCOM Confcommercio Torino e provincia 
  • Beatrice Pinelli, Responsabile Borsino Immobiliare FIMAA Torino,
  • Nicola Salerno, Responsabile Centro Studi FIMAA Torino.

 

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