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Dettaglio News

Principali
  1. titolo

    Chiarimenti sulle ultime disposizioni di legge sul GREEN PASS

  2. sottotitolo

  3. immagine
  4. testo

    Conversione in legge del D.L. n. 105/2021

    (Info all'ufficio Epat 011.5516153-121)
    info@epat.it 

    SCARICA IL CARTELLO 

     

    E’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 224/2021, la Legge n. 126/2021, già in vigore dal 19 settembre 2021, di conversione in legge del D.L. n. 105/2021, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 e per l’esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche. 

     

    La legge di conversione conferma la proroga dello stato d’emergenza fino al 31 dicembre 2021 , nonché le disposizioni di modifica dei parametri per la collocazione delle Regioni e delle Province autonome nei diversi scenari di rischio, dando maggiore valenza al tasso di ospedalizzazione.

    In particolare, tra le modifiche di maggior rilievo si segnalano:

     

    •                    la precisazione secondo cui l’obbligo del “green pass” non trovi applicazione per i servizi di ristorazione all’interno di alberghi e di altre strutture ricettive riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati (comma 1, lett. a). Sul punto è bene precisare che, come precisato dalle FAQ della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel caso in cui i servizi di ristorazione della struttura ricettiva siano aperti anche a clienti non alloggiati (sempreché si sia in possesso di un titolo autorizzatorio che consenta la somministrazione al pubblico), l’accesso sarà riservato soltanto a chi, cliente della struttura o cliente esterno, sia in possesso di una certificazione verde Covid-19, in caso di consumo al tavolo al chiuso; 

     

    •                    la ricomprensione tra le attività e i servizi di cui all’art. 9-bis del “Riaperture”, per il cui accesso è necessario il green pass, anche delle feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, di cui all’art. 8-bis, comma 2, del medesimo provvedimento. È bene precisare che tale ultimo riferimento normativo imponeva già il possesso di una delle certificazioni verdi per i partecipanti delle feste conseguenti a cerimonie civili e religiose, prevedendo, tuttavia, una fattispecie derogatoria ad hoc (comma 2-bis, che viene ora abrogato) per i bambini di età inferiore ai sei anni, ma solo per gli eventi con meno di 60 partecipanti.

    La nuova collocazione di tale fattispecie nel novero di quelle regolate dall’art. 9-bis, consentirà, da questo momento in poi, di poter applicare, anche nel caso di feste conseguenti alle cerimonie civili e religiose, l’esenzione dall’obbligo del green pass prevista al comma 3, in favore: (i) dei soggetti esclusi per età dalla campagna vaccinale (allo stato i bambini con età inferiore ai 12 anni); (ii) dei soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della Salute; 

     

    • viene confermato che i titolari o i gestori dei servizi e delle attività sopra indicati (o loro delegati con atto formale) sono tenuti a verificare il possesso di tale certificazione, secondo le modalità indicate con il DPCM dello scorso 17 giugno, quindi, attraverso l’App “Verifica C 19”. La legge di conversione, tuttavia, recependo quanto già sostenuto nelle FAQ della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha previsto, modificando il comma 4 dell’art. 9-bis del “Riaperture”, che nel caso di sagre e fiere locali che si svolgano all’aperto, in spazi privi di varchi di accesso, gli organizzatori dovranno informare il pubblico dell’obbligo del possesso del green pass per l’accesso all’evento, con apposita segnaletica, precisando che in caso di infrazioni le sanzioni saranno applicate solo al soggetto privo di certificazione e non anche agli organizzatori che abbiano rispettato gli obblighi informativi.

     

    Si segnala, poi, un’importante modifica concernente la durata della validità delle certificazioni verdi: in particolare, intervenendo in modifica dell’art. 9, comma 3, del “Riaperture”, la validità della certificazione verde concernente l’avvenuta vaccinazione passa da 9 a 12 mesi, a far data dal completamento del ciclo vaccinale (art. 4, comma 1, lett. e, n. 1). Non subisce modifiche, per il momento, la durata della validità delle altre certificazioni: 

    •                     6 mesi, in caso di guarigione da COVID-19;

    •                    48 ore, in caso di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo

     

    Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.L. n. 127/2021 - “green pass lavoratori pubblici e privati

     

    È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge 21 settembre 2021 n. 127, già in vigore dal 22 settembre 2021, recante “misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening”. 

     

    In particolare, per quel che concerne il settore privato, l’art. 3 del Decreto Legge, intervenendo in modifica del D.L. n. 52/2021, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 87/2021 (d’ora in avanti, “Riaperture”), introduce il nuovo art. 9-septies in cui si prevede che: 

    •                    dal 15 ottobre al 31 dicembre 2021 (termine di cessazione dello stato di emergenza), chiunque svolga un’attività lavorativa nel settore privato, per accedere nei luoghi di lavoro, ha l’obbligo di possedere e di esibire su richiesta, il c.d. green pass (comma 1); 

    •                    tale prescrizione si applica anche a tutti i soggetti che svolgono nei predetti luoghi di lavoro, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa (es. collaboratori, fornitori), di formazione (es. stage) o di volontariato, anche sulla base di contratti esterni (comma 2); 

    •                    la disposizione, invece, non trova applicazione per i soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri che saranno definiti con Circolare del Ministero della Salute (similmente a quanto già previsto per la certificazione di esenzione alla vaccinazione finalizzata all’accesso ai servizi e alle attività di cui all’art. 9-bis, comma 1, del “Riaperture”, le cui indicazioni operative sono state fornite con la Circolare del citato Ministero n. 35309 del 4 agosto 2021 - cfr. circolare Fipe n. 132/2021);

    •                    i datori di lavoro sono tenuti a verificare il possesso del green pass dei lavoratori, ivi compresi ogni altro soggetto che presti la propria attività lavorativa, di formazione o di volontariato, anche sulla base di contratti esterni (comma 4);

     

    I datori di lavoro, entro il 15 ottobre 2021, dovranno definire le modalità operative (sebbene la norma non preveda alcun requisito di forma, in attesa di indicazioni da parte degli organi competenti, si suggerisce di effettuarlo per iscritto) per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione (comma 5):

    (i) prevedendo prioritariamente, ove possibile, che i controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro;

    (ii) individuando, con atto formale, i soggetti incaricati dell’accertamento delle violazioni circa il possesso del green pass

    (iii) le verifiche dovranno esser svolte secondo le modalità indicate con il DPCM dello scorso 17 giugno, quindi, attraverso l’App “Verifica C 19” (cfr. circolare Fipe n. 108/2021); 

     

    • i lavoratori che al momento dell’accesso nei luoghi di lavoro risultino privi del green pass, o comunque comunichino di non esser in possesso di detta certificazione, sono considerati assenti ingiustificati fino alla presentazione del green pass, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto lavorativo. Per i giorni di assenza ingiustificata non sono dovuti la retribuzione, né altro compenso o emolumento, comunque denominato (comma 6); 

    • per le imprese con meno di 15 dipendenti è previsto che, dopo il 5° giorno di assenza ingiustificata, il datore di lavoro possa sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a 10 giorni, rinnovabili per una sola volta e comunque non oltre il 31 dicembre 2021 (comma 7);

    • per chi viola le disposizioni in commento è previsto il seguente trattamento sanzionatorio (commi 8 e 9):

    (i) per il lavoratore che accede nei luoghi di lavoro senza green pass è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 600 a 1.500 euro;

    (ii)                per il datore di lavoro che non adempie agli obblighi di verifica, o che non abbia definito entro il 15 ottobre 2021, le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 400 a 1000 euro; 

    (iii) in caso di reiterata violazione la sanzione pecuniaria è raddoppiata;

    (iv) è ammesso il pagamento in misura ridotta ai sensi dell’art. 202 del D.Lgs n. 285/1992, secondo cui il trasgressore è ammesso a pagare, entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notificazione, una somma pari al minimo. Tale somma è ridotta del 30% se il pagamento è effettuato entro 5 giorni dalla contestazione o dalla notificazione;

    • i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni devono trasmettere al Prefetto gli atti relativi alla violazione. Spetta al Prefetto irrogare le sanzioni (comma 10).

    predisposto una cartellonistica (allegato 2) che le imprese associate potranno affiggere presso i locali aziendali, per avvisare il personale dei nuovi obblighi che entreranno in vigore a partire dal prossimo 15 ottobre. 

     

    Tra le ulteriori disposizioni previste dal Decreto Legge, si segnala l’art. 5, che apporta alcune modifiche alla disciplina circa la durata delle certificazioni verdi di cui all’art. 9 del “Riaperture”. In particolare, la norma prevede il riconoscimento della certificazione verde anche delle vaccinazioni somministrate dalle autorità sanitarie nazionali competenti riconosciute come equivalenti con circolare del Ministero della Salute [lett. a)]; introduce un nuovo caso per il rilascio del c.d. green pass includendovi ora anche quello di avvenuta guarigione dopo la somministrazione della prima dose di vaccino o al termine del ciclo di vaccinazione, con validità di 12 mesi dall’avvenuta guarigione [lett. b) e d)]; ed inoltre muta il termine iniziale di validità della certificazione in relazione alla somministrazione della prima dose di vaccino ora efficace sin dal giorno della medesima somministrazione, nella disciplina previgente era stabilito che la certificazione verde avesse efficacia a partire dal 15° giorno dalla somministrazione [lett. c).

     

    DPCM 30 giugno 2021 - Riparto del Fondo per il sostegno delle attività economiche particolarmente colpite dall’emergenza epidemiologica

     

    È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 224/2021 di sabato 18 settembre 2021 il DPCM 30 giugno 2021, recante il riparto tra le Regioni e le Province autonome del Fondo per il sostegno delle attività economiche particolarmente colpite dall’emergenza epidemiologica, di cui all’art. 26 del D.L. n. 41/2021, c.d. “Sostegni”, convertito, con modificazioni dalla L. n. 69/2021 .

    La misura – in accoglimento di un’istanza della Federazione - prevede l’istituzione, nello stato di previsione del MEF di un fondo, con una dotazione iniziale di 220 milioni di euro, poi portata a 340 milioni ai sensi dell’art. 8, comma 2 del D.L. n. 73/2021, c.d. “Sostegni-bis”, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 106/2021, da destinare al sostegno delle categorie economiche particolarmente colpite dall’emergenza epidemiologica, ivi comprese espressamente, tra l’altro:

    • le imprese esercenti attività commerciale o di ristorazione operanti nei centri storici;

    • le imprese operanti nel settore dei matrimoni e degli eventi privati.

     

    Tali enti territoriali dovranno infatti individuare le categorie particolarmente colpite dalla pandemia (dovendo necessariamente includere le tipologie di imprese sopra indicate) e i criteri per ripartire lo stanziamento.