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Dettaglio News

Principali
  1. titolo

    Chiuso o aperto? Il quadro delle regole vigenti in Piemonte ad oggi

  2. sottotitolo

    Aggiornato al 26 marzo

  3. immagineemergenza covid19
  4. testo

    In considerazione del rapido susseguirsi di provvedimenti regionali e governativi proponiamo una sintesi sul quadro complessivo che emerge dal DPCM 22 marzo 2020, entrato in vigore dal 23 marzo 2020, immediatamente dopo il Decreto della Regione Piemonte n. 34 del 21/3/2020, già in vigore dal 22 Marzo 2020. Aggiorniamo le regole vigenti i Piemonte dopo l’approvazione del DL 19 del 25/3/2020 entrato in vigore il 26 marzo 2020.

    Presentiamo il contenuto dei provvedimenti del Governo e Regionali in lettura congiunta, alla luce dell’ultimo decreto

     

    Il principio confermato dal Governo è che le normative regionali possono essere più stringenti di quelle statali purchè nell’ambito della normativa quadro statale, fissata dal Presidente del Consiglio  su proposta del Ministro della Salute ( che puo provvisoriamente anche emanare in proprio) o dei Presidenti regionali sentiti tutti gli altri Ministeri.

    Sui provvedimenti Statali da presentare al Parlamento il giorno successivo e di durata non superiore ai 30 giorni dovrà essere riferito alle Camere ogni 15 giorni.

     

    LA VIGENZA

    Il DPCM 22 marzo prevede maggior rigore per lo svolgimento delle attività economiche commerciali ed anche produttive ma anche ulteriori cautele nella mobilità e gli spostamenti delle persone. Le disposizioni hanno effetto dal 23 marzo fino al prossimo 3 aprile, cosi come le disposizioni previste previsto dal Decreto Regionale 34/2020.

    E’ consentita con l’ultimo decreto Legge all’attuale regolamentazione del Piemonte di valere per 10 giorni ovvero sino al 6 Aprile 2020.

     

    I CODICI ATECO

     
    Tutte le determinazioni dei precedenti Dpcm e dell’ultimo qui trattato, si basano, ai fini di individuare attività sospese e non, sui codici ateco rilasciati dalla locale Camera di commercio al momento della registrazione di inizio attività. Tali codici non sono sempre aggiornati e la camera di commercio appronterà un servizio on line di adeguamento automatico degli stessi.

    Pr avere assistenza sui codici ATECO puoi rivolgerti a sportello@ascomtorino.it oppure – per la provincia di Torino -  scrivere una mail a prodotti.ri@to.camcom.it .


    ATTIVITA' DI COMMERCIO AL DETTAGLIO


    Per le attività commerciali, rimane possibile esercitare le attività già previste dal precedente DPCM 11 marzo

    Pertanto possono aprire attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità (Allegato 1 del DPCM dell’11 marzo), sia nell’ambito di esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione ancorché ricompresi nei centri commerciali, consentendo l’accesso alle sole predette attività. Continua dunque l'attività supermercati, alimentari, minimercati, esercizi specializzati (frutta, verdura, pescherie, macellerie, ecc.), oltre alle pompe di benzina, ferramenta, ottica, edicole, farmacie, parafarmacie, tabaccai, edicole e tutte le altre tipologie già aperte (dove dovrà essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro).


    Per il Decreto regionale 34/2020 le attività commerciali potranno continuare l’attività sia in negozi di vicinato sia nella media e grande distribuzione, ma solo consentendo per queste ultime l’accesso alle sole attività consentite.

    Per l’accesso è ammesso un solo componente per nucleo familiare, salvo comprovati impedimenti.

    I mercati alimentari all’aperto saranno consentiti solo sotto la responsabilità del Sindaco di rispetto delle distanze interpersonali anche con specifiche transennature e sotto il controllo della polizia locale.

    Viene raccomandata la rilevazione della temperatura agli accessi ai supermercati e farmacie e luoghi di lavoro, con immediata comunicazione alle autorità sanitarie in caso di rilievo di temperatura oltre i 37,5°, al fine di farne verificare eventuali misure di quarantena già imposte al soggetto

    Vietata la sosta e l’assembramento davanti ai distributori automatici “h24” che erogano bevande e alimenti confezionati.

    Blocco delle slot machine e disattivazione di monitor e televisori da parte degli esercenti.

     


    ATTIVITA' DI COMMERCIO ALL'INGROSSO


    Per quanto riguarda il commercio all'ingrosso, possono operare solole tipologie previste nell'allegato 1 al nuovo decreto identificate da specifici codici ATECO, (TRA CUI parti e accessori di autoveicoli, materie prime agricole e animali vivi, alimentari, bevande e tabacco, prodotti farmaceutici, libri riviste e giornali, macchinari e utensili agricoli, attrezzature da trasporto, strumenti ed attrezzature ad uso scientifico, articoli antincendio e infortunistici, prodotti petroliferi), nonché quelli essenziali per garantire le filiere delle attività aperte. In questo caso però l'attività protrà proseguire previa comunicazione al Prefetto ai sensi di quanto disposto dalla lettera d, comma 1 dell'Art 1 del DPCM del 22 marzo.

     

     

    PUBBLICI ESERCIZI


    Continua la sospensione delle attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, rosticcerie), con la specifica che alcune attività aperte tipo le gastronomie, debbono sospendere la vendita dei prodotti di gastronomia vendendo solo quelli alimentari.

     

    Sulla base del Decreto n. 34 della Regione Piemonte continuano ad effettuare il delivery, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e di protezione personale sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, potendosi intendere il richiamo al precedente dpcm 11 marzo esteso anche per loro.

     

    Consentiti i servizi di mensa e catering continuativo su base contrattuale, i servizi resi nell’ambito di strutture pubbliche e private, istituti penitenziari, strutture sanitarie e sociosanitarie e di sostegno alle fasce fragili della popolazione, garantendo il rispetto delle misure dell’Accordo Governo Parti Sociali del 14.03.2020.

     

    Chiusura degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle stazioni ferroviarie e lacustri, nonché nelle aree di servizio e rifornimento carburante, con esclusione di quelli situati lungo le autostrade, limitatamente alla vendita di prodotti da asporto da consumarsi al di fuori dei locali.

     

    Restano aperti quelli siti negli ospedali e negli aereoporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

     

    STRUTTURE RICETTIVE

     

    Per il decreto continuano a poter essere operativi gli alberghi e strutture identificate dal codice 55.1 così come le attività professionali, ma l’ordinanza 34/2020 della  Regione Piemonte, lo esclude per entrambe le tipologie e si ritiene che questa diversa regolamentazione sia vigente.

     

    Per cui chiusura di tutte le strutture ricettive - comunque denominate - con conseguente sospensione dell’accoglienza degli ospiti. Per gli ospiti già presenti nella struttura, l’ospitalità non può protrarsi oltre le 72 ore successive all’entrata in vigore (dunque entro martedì 24 marzo 2020).

     

    Fatte salve solo quelle strutture collegate alla gestione dell’emergenza (pernottamento medici, isolamento di pazienti, quarantena, pernottamento parenti  malati, pernottamento soggetti che non possono rientrare al proprio domicilio, dipendenti di cantieri essenziali aperti o chiusi per il tempo necessario alla chiusura, autotrasportatori, cittadini con immobili in ristrutturazione, atleti fuori sede per olimpiadi, guardiania, dipendenti e collaboratori) e servizi essenziali.

     

    Nelle strutture ricettive aperte è consentita la somministrazione alimenti ai soli ospiti, cosi come la consegna a domicilio sempre da intendersi nella struttura.

     

    Escluse dalla chiusura le strutture residenziali universitarie, le strutture ed alloggi per studenti e strutture a fini assistenziali e solidaristici.

     

    Le strutture turistiche ricettive private, continuano le locazioni solo per i casi di soggetti abilitati a risiedere anche negli alberghi.

     

    ATTIVITA' PRODUTTIVE (manifatturiere, artigianali, industriali...)


    Per quanto riguarda le attività produttive (manifatturiere, artigianali, industriali...), sono genericamente sospese ad eccezione di quelle previste nell'Allegato 1 al Dpcm 22 marzo come modificato dal Decreto del MISE del 25 marzo, che potrà esser eventualmente integrato con Decreto del Ministro dello sviluppo economico.

     

    Per le attività produttive sospese, esse possono continuare ad operare solo in modalità “smart working o a distanza”.

     


    Il Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 25 marzo ha ulteriormente ristretto l’elenco dei codici ATECO relativi ad attività consentite. Nello specifico vengono fornite ulteriori prescrizioni per:

     

    • Attività delle agenzie di lavoro temporaneo o interinale: consentite solo se per le attività di servizio nei confronti di aziende i cui codici ateco rientrano nell’allegato dei DPCM 11 e 22 marzo 2020
    • Attività dei call center: solo per i call center inbound che lavorano per le attività consentite

     

    Attività e servizi di sostegno alle imprese (Ateco 82.99.99), limitatamentee alle attività di consegna a domicilio





    STUDI PROFESSIONALI

     

    Per il decreto continuano a poter essere operativi le attività professionali ma il Decreto 34/2020 della  Regione Piemonte lo esclude e questa diversa regolamentazione è vigente.

     

    Per cui le attività professionali sono chiuse tranne gli studi medici, attività sanitarie e di psicologia.

    Possono essere aperti per attività indifferibili ed urgenti. Non sono urgenti le operatività per scadenze prorogate, i dipendenti operano in smart working e possono recarsi nell’ufficio solo per il tempo necessario al ritiro e consegna documenti.

    Il professionista valuta in proprio l’urgenza, non riceve clienti e può recarsi in ufficio per il ritiro della corrispondenza.


    Le Agenzie di pratiche automobilistiche possono essere aperte solo per le immatricolazioni di mezzi di trasporto medici o legati alla sanità.

    Amministratori di condominio solo aperti per attività urgenti per la gestine ed il controllo del patrimonio immobiliare



    ATTIVITA' FUNZIONALI A QUELLE NON SOSPESE

     

    Può continuare lo svolgimento di ulteriori attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività ammesse dall'allegato 1 del DPCM 22 marzo, nonché di quelle dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali.

     

    Per l’individuazione delle suddette attività è pero necessaria una preventiva comunicazione al Prefetto, che può sospenderle quando non ravvisi le condizioni previste dalla norma, rimanendo che sino alla eventuale sospensione di emanazione Regionale, l’attività potrà essere esercitata.

    Non sono ricomprese tra i servizi di pubblica utilità musei, istituti e luoghi di cultura, servizi di istruzione non effettuati a distanza.

    Il Prefetto, a cui pertanto dovrà essere comunicata, può inoltre permettere l'attività di impianti a ciclo continuo la cui interruzione sia dannosa per gli impianti o pericolosa. Cosi pure per le attività dell’industria aereospaziale e della difesa. Non ci deve essere la comunicazione al Prefetto solo per impianti finalizzati a garantire un servizio pubblico essenziale. 


    Vi è poi una disposizione generale per cui è comunque sempre consentita l’attività di produzione, trasporto e commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico chirurgici nonché prodotti agricoli e alimentari. Per tali filiere l’attività consentita non deve essere comunicata al Prefetto.

     
    Infine sono peraltro consentite tutte le attività comunque funzionali a fronteggiare l’emergenza. La definizione molto ampia e si ritiene possa ricomprendere una finale valutazione su specifiche attività non ricomprese nelle casistiche sopra dette, che potranno essere valutate una per una, nei canali interpretativi soliti delle pubbliche autorità, non essendovi obblighi di comunicazione.


    Tutte le attività non sospese sono comunque tenute ad operare rispettando le norme di igiene, sicurezza, distanza interpersonale, utilizzo dei sistemi di protezione (guanti, mascherine, ecc).

     


     

    IMPIANTI SPORTIVI RICREATIVI

     

    Centri sportivi, Palestre, Piscine, Centri natatori, benessere, termali, culturali, sociali e ricreativi  chiusi, tranne quelli dei LEA e con sola possibilità di manutenzioni indispensabile a garantire la funzionalità degli impianti, ad esempio i manti erbosi.




    MOVIMENTI DELLE PERSONE

     

    Da ultimo, è fatto divieto a tutte le persone trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati dal comune ove attualmente si trovano salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Non è più consentito, quindi, in quanto espressamente abrogato, la possibilità di rientro presso il proprio domicilio o residenza. La Regione Piemonte ha  vietato solo gli accessi in uscita al territorio Regionale, ma si ritiene operativo questo maggiore vincolo al movimento di persone, tra comune e comune, se no esistono valide motivazioni. 

    Tra di esse secondo, il Decreto del Ministero dell’Interno 24/3, anche quelle cosi motivate che rivestano carattere di quotidianità o comunque siano effettuate abitualmente in ragione della brevità delle distanze da percorrere.

    Escluse le attività ludico ricreativa in parchi, ville, aree gioco e giardini pubblici. Le Attività motorie solo in vicinanza di residenza o domicilio, da documentare alle autorità di controllo. Cosi pure per le esigenze fisiologiche dei cani senza possibilità di accedere alle aree predisposte.



    SANZIONI PER VIOLAZIONI

     

    Il mancato rispetto delle misure di contenimento dal 25 marzo, saranno punite anziché con la sanzione penale per violazione dell’art 650 codice Penale (arresto fino a tre mesi e ammenda da 206 euro), con la sanzione amministrativa da 400 a 3000 Euro.

     

    Allontanamento da casa dove si è in quarantena reclusione da 1 a 5 anni ex art 452 Codice Penale.

     

    Per le violazioni agli obblighi di chiusura delle attività oltre alla sanzione di cui sopra la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio da 5 a 30 giorni previa possibile chiusura immediata di giorni 5, da scomputare dalla sanzione accessoria.

     

    In caso di recidiva raddoppio della sanzione amministrativa principale e massimo della sanzione amministrativa accessoria.

     

    Arresto da 3 mesi a 18 mesi e ammenda da euro 500 ad euro 5.000 per violazioni da parte di chi non osservi l’ordine legalmente dato per impedire l’invasione o la diffusione di una malattia infettiva.






    Scarica la scheda con le attività aperte o chiuse in Piemonte al 26 marzo.


    Se hai dubbi consulta la nostra sezione FAQ.


    Leggi il riepilogo di tutte le ultime disposizioni. 


    Per informazioni, chiarimenti e per la modulistica da inviare al Prefetto puoi chiamare i consueti riferimenti delle sedi provinciali o in sede

    Dott.sa Fiore
    011 5516336
    ffiore@ascomtorino.it