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Dettaglio News

Principali
  1. titolo

    Incognita varianti sulla ripresa I dati di congiuntura Confcommercio

  2. sottotitolo

  3. immagine
  4. testo

    I dati economici della Congiuntura Confcommercio di luglio (documento pdf) "scontano" una situazione di incertezza legata sia alle difficoltà di molti settori, su tutti quello turistico che già nell'analisi della Congiuntura di giugno emergeva come l'anello più debole della catena, a riprendere un andamento economico vicino a quello pre-covid che alla situazione in evoluzione delle varianti del virus che potrebbero comportare nuove restrizioni. Dunque la ripresa vera e propria sembra ancora lontana

     

    Bella: "Con rischio varianti la ripresa potrebbe slittare di un anno e mezzo"

    Commentando i dati della Congiuntura Confcommercio, il direttore dell'Ufficio Studi, Mariano Bella ha sottolineato che "se l’avanzamento della campagna vaccinale lascia ben sperare per il prossimo futuro, l’emergere delle varianti del virus e il riacutizzarsi dei contagi potrebbero portare a misure volte a governare e, di fatto, contenere, la mobilità internazionale e interna. Tale eventualità toglierebbe vigore alla ripresa, pur non compromettendola. La conseguenza, tuttavia, sarebbe quella che la crescita non si diffonderebbe in misura sufficiente a tutti i settori, impedendo, per alcuni, come la filiera turistica, il ritorno ai livelli di attività pre-covid almeno per altri 12-18 mesi".

     

    Pil mensile

    A maggio 2021 la produzione industriale ha registrato una battuta d’arresto (-1,5% congiunturale), interrompendo la fase di recupero. Il confronto su base annua continua a segnalare, peraltro, un incremento sostenuto e pari al 21,2%. Sempre a maggio l’occupazione ha confermato la tendenza a una moderata ripresa: +0,2% su aprile. I ritmi a cui procede il riassorbimento di disoccupati e inattivi sono, comunque, modesti, come indicato dal calo del numero di occupati pari 735mila unità rispetto a febbraio 2020. A giugno il sentiment delle imprese del commercio al dettaglio ha proseguito nella tendenza al rialzo (+6,8% su maggio).

     

    VARIAZIONI CONGIUNTURALI

    VARIAZIONI TENDENZIALI

    III TRIMESTRE 2020

    15,9

    -5,2

    IV TRIMESTRE

    -1,8

    -6,5

    I TRIMESTRE 2021

    0,1

    -0,8

    II TRIMESTRE

    2,6

    16,9

     

     

     

    APRILE 2020

    0,6

    26,7

    MAGGIO

    2,7

    15,1

    GIUGNO 

    -1,2

    10,3

    LUGLIO

    0,9

    6,5

    Elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio-Imprese per l’Italia

     

    Per i consumi la strada del recupero è ancora lontana

    Il ritorno a una sorta di normalità con la riapertura della quasi totalità degli esercizi, pur permanendo ancora vincoli alla mobilità internazionale e allo svolgimento di alcune attività, ha determinato a giugno 2021 un incremento, su base annua, dell’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) del 7,7%. Il dato evidenzia un rallentamento rispetto ai due mesi precedenti, anche a causa del confronto con un periodo in cui nello scorso anno il Paese era quasi completamente attivo. In linea con quanto già rilevato ad aprile e maggio il recupero risulta più accentuato per la componente relativa ai servizi, segmento nel quale in molti casi l’attività continua ad attestarsi su livelli molto distanti da quelli registrati prima della pandemia. Va anche sottolineato come in termini destagionalizzati la situazione appaia meno favorevole, con un calo dell’ICC, rispetto a maggio, del 4,9%, a segnalare come la strada per il ritorno a volumi di consumo “normali” sia ancora lunga.

    L'andamento annuo dei settori economici

    In linea con quanto rilevato nei mesi precedenti le dinamiche settoriali evidenziano a giugno 2021 un quadro abbastanza articolato. In un contesto in cui per parte dei segmenti di consumo, soprattutto beni, si cominciano ad osservare variazioni meno “eccezionali”, si rileva come in molti settori legati al turismo ed alle attività d’intrattenimento il confronto su base annua segnali ancora una crescita a tre cifre. Per questi segmenti si conferma ancora il permanere di un livello di attività decisamente inferiore rispetto alla fase pre-pandemica. Allo stesso tempo si rileva come in alcuni casi, per esempio le autovetture vendute alle persone fisiche, dopo alcuni mesi di forte ripresa si manifestano già segnali di rallentamento.

    Elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio-Imprese per l’Italia