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Dettaglio News

Principali
  1. titolo

    Mercati riservati alla vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli (farmer's market).

  2. sottotitolo

  3. immagine
  4. testo

    La Legge Finanziaria 2007, all’art. 1 – comma 1065, aveva disposto:

    “Al fine di promuovere lo sviluppo dei mercati degli imprenditori agricoli a vendita diretta, con decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali di natura non regolamentare, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i requisiti uniformi e gli standard per la realizzazione di detti mercati, anche in riferimento alla partecipazione degli imprenditori agricoli, alle modalità di vendita e alla trasparenza dei prezzi, nonché le condizioni per poter beneficiare degli interventi previsti dalla legislazione in materia.”
    Dopo un anno, il Ministero ha pubblicato nella GURI n. 301 del 29 dicembre 2007 il decreto 20 novembre 2007 che ha dato attuazione a quanto disposto nella Finanziaria 2007. Il decreto in esame definisce quindi le  linee  di  indirizzo  per  la realizzazione dei mercati  riservati  alla vendita diretta da parte degli  imprenditori  agricoli, comprese le cooperative di imprenditori agricoli.
    In premessa, appare opportuno ricordare l’art. 2135 del Codice civile che afferma: 
    “È imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse. Per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attività dirette alla cura ed allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine. Si intendono comunque connesse le attività, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali, nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge.”

    Mercati riservati alla vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli

    Di propria iniziativa o su  richiesta  degli  imprenditori singoli, associati o attraverso le associazioni di produttori e di categoria, il Comune deve istituire od autorizzare i  mercati agricoli di vendita diretta che soddisfano gli standard indicati nel  decreto in esame. Dopo 60 giorni dalla presentazione, le richieste di autorizzazione si intendono accolte. 
    I mercati agricoli di vendita diretta possono essere costituiti, su  area  pubblica, in locali aperti al pubblico nonché su aree di proprietà privata. I Comuni, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, il   Ministero   delle politiche agricole, nell'ambito delle ordinarie dotazioni di bilancio, promuovono azioni di informazione per i consumatori sulle caratteristiche qualitative dei prodotti agricoli posti in vendita nei mercati.
    Soggetti ammessi alla vendita nei mercati agricoli di vendita diretta
    Possono  esercitare  la  vendita  diretta  nei  mercati  gli  imprenditori  agricoli  iscritti nel registro delle imprese che rispettino le seguenti condizioni:
    a) ubicazione dell'azienda  agricola  nell'ambito  territoriale amministrativo  della  regione o negli ambiti definiti dalle singole amministrazioni competenti;
    b) vendita di prodotti agricoli  provenienti  dalla  propria azienda o dall'azienda dei soci imprenditori  agricoli,  anche  ottenuti  a  seguito  di attività di manipolazione  o  trasformazione,  ovvero  anche di prodotti agricoli ottenuti nell'ambito territoriale  di  cui  alla  lettera a),  nel rispetto  del limite della prevalenza di cui all'art. 2135 del codice civile;
    c) possesso  dei  requisiti  previsti  dall'art.  4, comma 6, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228 (Non possono esercitare l'attività di vendita diretta gli imprenditori agricoli, singoli o soci di società di persone e le persone giuridiche i cui amministratori abbiano riportato condanne con sentenza passata in giudicato, per delitti in materia di igiene e sanità o di frode nella preparazione degli alimenti nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività. Il divieto ha efficacia per un periodo di cinque anni dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna).
    Nei  mercati  agricoli  di  vendita diretta, conformi alle norme igienico-sanitarie  e soggetti ai relativi controlli  da parte delle autorità competenti, sono posti in vendita esclusivamente  prodotti agricoli conformi alla disciplina in materia di  igiene  degli alimenti, etichettati nel rispetto della disciplina in  vigore  per  i  singoli prodotti e con l'indicazione del luogo di origine territoriale e dell'impresa produttrice.

    Disciplina amministrativa dei mercati agricoli di vendita diretta

    All'interno dei mercati agricoli  l’esercizio dell’attività di  vendita  diretta  non  é  assoggettato alla disciplina sul commercio. Il mercato é soggetto all'attività di  controllo  del  comune  nel  cui  ambito territoriale ha sede. Il comune  accerta  il  rispetto  dei  regolamenti  comunali  in materia nonché   delle  disposizioni  di  cui  al  presente  decreto  e  del disciplinare  di  mercato  di  cui all'art. 4, comma 3, e, in caso di più  violazioni,  commesse  anche in tempi diversi, può disporre la revoca dell'autorizzazione.
    Si evidenzia inoltre che, con la Legge Finanziaria del 2006, il Parlamento ha  ancora una volta raddoppiato gli importi corrispondenti al valore della produzione non proveniente dalla propria azienda che gli imprenditori agricoli possono vendere direttamente, in deroga alla disciplina generale del commercio. Gli importi attualmente in vigore sono pari a 160.000 euro per gli imprenditori individuali e 4 milioni di euro per le società.
    Modalità di vendita dei prodotti agricoli
    All'interno  dei mercati agricoli di vendita diretta é ammesso l'esercizio dell'attività di trasformazione dei prodotti agricoli da parte   degli   imprenditori   agricoli   nel  rispetto delle norme igienico-sanitarie.
    I  comuni  istituiscono  o  autorizzano  i  mercati agricoli di vendita  diretta  sulla base di un disciplinare di mercato che regoli le  modalità  di  vendita,  finalizzato  alla  valorizzazione  della tipicità  e  della  provenienza  dei  prodotti  medesimi  e ne danno comunicazione  agli assessorati all'agricoltura.
    I  comuni  favoriscono  la  fruibilità dei mercati agricoli di vendita  diretta  anche mediante la possibilità, per altri operatori commerciali,  di fornire servizi destinati ai clienti dei mercati. Il Ministero   delle   politiche   agricole  - attraverso  forme  di  collaborazione  con l'A.N.C.I. - provvede alla realizzazione  di tutte le attività di supporto e assistenza tecnica ai comuni per l'adempimento delle funzioni loro assegnate. Inoltre il  Ministero, d'intesa  con  le  regioni  e  le  province  autonome,  effettua  un  monitoraggio  annuale  dei mercati di vendita diretta  dei  prodotti agricoli autorizzati e delle attività in essi svolte.L'attuazione  del  decreto in esame non deve comportare  nuovi  o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.