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I PROFESSIONISTI "GUARDANO" AL FUTURO

A Roma si è svolto il convegno nazionale di Confcommercio Professioni. La presidente Anna Rita Fioroni: "Il mondo delle professioni chiede attenzione e supporto". 

A Roma, nella sede di Confcommercio a Piazza Belli, si è tenuto il convegno nazionale di Confcommercio Professioni dedicato al tema dei professionisti e al loro ruolo futuro in una società che cambia. 

I "nuovi" professionisti avanzano

Nell’ambito del convegno, è stata presentata un'indagine dell’Ufficio Studi di Confcommercio realizzata per Confcommercio Professioni. Operano per la quasi totalità nei servizi di mercato (98,8%), rappresentano il segmento di gran lunga più dinamico dell’occupazione e generano un reddito complessivo che tra il 2008 e il 2020 è cresciuto del 29,5% passando da 4,9 a 6,3 miliardi di euro: sono i 444mila liberi professionisti non iscritti a ordini professionali che in dodici anni sono quasi raddoppiati (+95,5% dal 2008 al 2020). Un risultato eccezionalmente positivo, confermato anche dal +3,6% del 2020 sul 2019, non compromesso dal Covid che ha invece inciso significativamente nella perdita di ordinistici (-2,3% tra il 2008 e il 2020). Il totale complessivo dei liberi professionisti è pari a 1milione e 352mila (+16,9% dal 2008 al 2020). Secondo il direttore dell'Ufficio Studi, Mariano Bella, "la notevole performance dei liberi professionisti non ordinistici testimonia da un lato, l’importanza di questo segmento per il traino dell’occupazione e la creazione di nuove opportunità di lavoro, soprattutto in un periodo di stagnazione dell’economia, e, dall’altro, la necessità e la domanda di nuove professioni da parte del mercato per venire incontro a bisogni e nuove esigenze di famiglie e imprese". Tra le nuove professioni spiccano figure tipiche, come amministratori di condominio, guide turistiche, optometristi, e figure emergenti, come designer, influencer, formatori, professionisti Ict, consulenti aziendali, wedding planner, welness coach. Circa la metà della categoria (49,4%) svolge attività scientifiche e tecniche ad alta specializzazione, ma a registrare gli incrementi più forti tra il 2008 e il 2020 sono le attività complementari dei servizi alla persona, dall’istruzione (+262%) all’assistenza sociale (147%) e al tempo libero (123%).  

OCCUPATI TOTALI (RCFL) E PROFESSIONISTI

ITALIA, MIGLIAIA DI PERSONE, PESO % E VAR. ASS. E %

Fonte: elaborazioni USC su dati ISTAT - Forze di Lavoro e MEF - Dipartimento

delle Finanze, Dichiarazioni Fiscali Anno d’Imposta 2008 e 2020

 

LE OPPORTUNITA' DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE PER I LAVORATORI AUTONOMI PROFESSIONISTI ISCRITTI ALLA GESTIONE SEPARATA INPS

Calderone: "Ragionare insieme sulle sfide future del lavoro autonomo"

La ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderoneha inviato un messaggio ai partecipanti del convegno di Confcommercio Professioni. "Guardo al titolo che avete scelto per l'appuntamento, Professionisti: protagonisti del cambiamento - ha scritto Calderone - sia come un auspicio sia come un piano d'azione per il prossimo futuro, anche sui temi della previdenza e del welfare che saranno centrali nel vostro appuntamento. Questi ultimi chiedono in effetti una risposta tempestiva al pari dei molti altri che, proprio in questi giorni, abbiamo iniziato a valutare nel tavolo per il lavoro autonomo a cui la sua Associazione partecipa attivamente, consapevoli del contributo reso dalle professioni durante la pandemia". "Ragionare insieme sulle sfide del futuro del lavoro autonomo - ha concluso la ministra - è di primaria importanza per individuare con pragmaticità le linee guida lungo le quali sviluppare proposte e azioni, anche in un'ottica di valorizzazione del ruolo dei protagonisti nella società italiana".

Fioroni: "Il mondo delle professioni chiede attenzione e supporto" 

La presidente di Confcommercio Professioni, Anna Rita Fioroni ha iniziato il suo intervento ringraziando il presidente Sangalli e la Confcommercio "per il supporto che ci ha dato e continua a dare in questo percorso che abbiamo costruito nel tempo. Grazie anche al Ministro Calderone per il suo intervento e a tutti i presidenti e i rappresentanti delle 27 associazioni nazionali e delle 35 associazioni territoriali, che danno forza alla costruzione della casa comune che è  la nostra Federazione. Abbiamo fatto tanta strada insieme e conto che ne faremo ancora di più con tutti i progetti in campo per i prossimi anni".

"Innanzitutto con il nuovo Statuto, che incorporerà le Confcommercio professioni territoriali per rendere sempre più forte il legane e il coordinamento tra i diversi livelli associativi. Per fare sinergia, rete, networking che sono la parole d’ordine del lavoro professionale.  Perché, come recita il nostro video ufficiale, Confcommercio professioni nasce per tutelare, promuovere e valorizzare il ruolo dei professionisti nell’economia e nella società. Abbiamo scelto questo titolo per l’evento di oggi: Professionisti protagonisti del cambiamento. Perché vogliamo contribuire con le nostre proposte ad un nuovo protagonismo in un mercato del lavoro che cambia e in cui,  lo dimostra la ricerca oggi presentata da Mariano Bella, le professioni, le nuove professioni intellettuali, sono il settore più dinamico dell’economia e dell’occupazione.

I nostri professionisti, che per la gran parte appartengono al terziario di mercato, crescono, infatti, addirittura del 95,5 per cento in 12 anni. Sono quindi sempre di più protagonisti in una società della conoscenza che vede rivoluzionato il lavoro intellettuale, in cui le innovazioni tecnologiche e digitali creano nuove tipologie di servizio (come ad esempio quello delle “piattaforme”). In cui c’è bisogno di nuovi modelli organizzativi e soprattutto contano le competenze che ci sforziamo di valorizzare anche come forma di tutela per i professionisti.

Per questo, la nostra rappresentanza è fatta di associazioni che hanno il compito di attestare la presenza sul mercato di professionisti che offrono servizi di qualità, promuovendone la formazione. Ma andiamo oltre: se siamo i settori più dinamici, la formazione e l’istruzione devono tenerne conto. Alcune associazioni, con riferimento  alle singole professioni, stanno iniziando a collaborare con scuole ed università per orientare l'offerta formativa, perché si possano dare nuove e concrete opportunità di lavoro ai giovani anche nei nostri settori".

TRANSIZIONE4.0.

Tra le sfide che abbiamo di fronte, c’è quella di cogliere le opportunità dell’innovazione tecnologica senza trasformarla in un ostacolo alla crescita delle professioni. I professionisti devono avere gli strumenti più idonei per sfruttare tecnologia e digitale con adeguate politiche di incentivazione che devono puntare ad innovare e rendere più efficienti i servizi resi e le modalità di lavoro. Pochi i segnali arrivati sino ad ora, come l’estensione del voucher per la connettività ai professionisti. Ma ci auguriamo che a tale misura, ne seguano altre. Ricordo inoltre che ancora manca la possibilità di dare concreta attuazione alle reti “pure” tra professionisti, per motivi legati alla impossibilità di applicare  il Jobs act degli autonomi (legge 81/2017 ) che le ha introdotte.

PORTALE INPA

"Come ci auguriamo che venga rafforzato il sistema di coinvolgimento dei professionisti nel Pnrr. Un passo avanti è stata l'inclusione dei professioni non ordinistici nella procedura connessa all'iscrizione al portale del reclutamento per la Pa nell'elenco dedicato. Tale procedura ci vede protagonisti grazie all’accordo siglato con il Ministero della Pubblica amministrazione, che dovremo implementare nella parte in cui si da la possibilità di identificare le competenze professionali".

EQUO COMPENSO

"Abbiamo visto dalla ricerca che i redditi delle professioni non crescono e in un contesto generale di arretramento per larga parte delle professioni, direi che puntare su valorizzazione della qualità del servizio ed equo compenso è la strada giusta. Ma per l’equo compenso va chiarito meglio l’ambito di applicazione della normativa in materia per la Pubblica Amministrazione, alla luce di una giurisprudenza non sensibile, secondo cui il principio di equo compenso per la PA può essere flessibile. Nuove prospettive si sono aperte dopo il jobs act degli autonomi, nell’ormai lontano 2017, in cui si era prevista l’istituzione del Tavolo tecnico permanente sul lavoro autonomo come luogo di confronto. Una visione nuova, in cui le tutele vanno di pari passo con l’affermazione competitiva delle professioni. Il tavolo è stato convocato dal nuovo Governo già questa settimana, grazie alla sensibilità dimostrata per il lavoro autonomo.

Abbiamo partecipato portando le nostre proposte e crediamo che possano essere presto prese in esame e attuate. L’incontro è stata l’occasione per riesaminare l’indennità ISCRO, introdotta con la Legge di bilancio 2021, che ha in parte ripreso il Ddl del Cnel, presentato alle Camere a seguito del lavoro della Consulta per il lavoro autonomo e le professioni dello stesso CNEL, di cui facciamo parte. Ricordo che l’ISCRO è stata una conquista importante, una vera e propria riforma degli ammortizzatori sociali, da lungo tempo attesa per i professionisti iscritti alla gestione separata INPS, e poi introdotta grazie al consenso di tutte le forze politiche ma solo in via sperimentale, per il triennio 2021-2023.

È prevista una contribuzione aggiuntiva per sostenere la misura a carico dei professionisti ma pensiamo che si possa ridurre l’aliquota contributiva, almeno nella misura prevista nel Disegno di Legge del Cnel, oltre ad una revisione dei requisiti di accesso per ampliare la platea dei beneficiari. Basta monitorare l’attuale andamento per capire che sono possibili variazioni. E’ stata data inoltre attuazione alla parte dell'ammortizzatore di politica attiva e vedremo i passi avanti che faranno le regioni anche grazie al lavoro delle nostre territoriali".

GOL

"Ma possiamo comunque dire in linea generale che nel Pnrr e poi nella scorsa Manovra di bilancio, è stata positiva l’introduzione di un sistema di politiche attive per i professionisti con riferimento allo sportello del lavoro autonomo, in cui è stato riconosciuto un ruolo alle associazioni, secondo quanto previsto dalla legge 81/2017. Sarà però fondamentale il coinvolgimento a monte delle associazioni di rappresentanza nel definire i contenuti dei servizi in modo che siano veramente utili ed efficaci per la riqualificazione e ricollocazione. Ma soprattutto, dato che la misura si rivolge solo a chi ha cessato l'attività, ci auguriamo che si possa aprire un confronto su un modello di riqualificazione attraverso la formazione anche per i lavoratori  che no hanno chiuso la partita Iva". 

WELFARE

"Per un nuovo welfare che metta al centro le esigenze di conciliazione vita-lavoro, di recente dobbiamo riconoscere che è cambiato qualcosa: dall‘estensione del congedo parentale per i lavoratori iscritti alla gestione separata INPS o ancora all’assegno unico universale per i figli a carico, esteso anche agli autonomi. Nel 2019 si è anche dato seguito al Jobs act degli autonomi ed in parte estese le tutele in favore dei professionisti oltre che le prestazioni assistenziali. Direi che siamo sulla buona strada, ma ancora il cammino è lungo".

PREVIDENZA

Pensando invece al futuro previdenziale dei liberi professionisti non ordinistici, non si può prescindere da valutazioni sull’adeguatezza dei trattamenti pensionistici del sistema pubblico a ripartizione. Da questo punto di vista utile l’intervento del Prof Brambilla che ci ha dimostrato come la Gestione separata Inps garantisce oggi un tasso di sostituzione netto adeguato ma la dinamica dei redditi e le modifiche dell’economia e del tessuto sociale, nonchè degli andamenti demografici, impone ugualmente riflessioni sulla necessità di integrazione delle prestazioni pensionistiche future. Proprio per questo, Confcommercio e Confcommercio Professioni si sono rese parti attive per l’apertura della platea dei destinatari del Fondo pensione Fon.Te. anche ad imprenditori, autonomi e liberi professionisti del sistema, offrendo loro uno strumento di previdenza complementare efficiente ed orientato al futuro. Crediamo inoltre che la deducibilità per la previdenza complementare dovrebbe essere estesa anche ai contributi versati alle forme di sanità integrativa, come misura di riduzione della disparità di trattamento tra lavoratori autonomi professionali e i lavoratori dipendenti.

FISCO

Anche il fisco deve cambiare per favorire la scelta di autonomia. Innanzitutto, guardando all’attualità, bisogna tener conto delle difficoltà della crisi in atto per cui ci vogliono soluzioni innovative rispetto alle rateizzazioni fiscali. Come sicuramente c’è bisogno di una vera ed autentica semplificazione. Il regime fiscale di vantaggio a nostro parere deve essere ripensato al fine di sostenere la crescita dei professionisti e dovrebbe essere ipotizzata una soluzione di favore per i costi della formazione, che sono il vero investimento delle professioni.

Da tanti di noi arriva inoltre forte la richiesta di migliorare le agevolazioni per acquisto ed utilizzo dell’auto che sono insufficienti (occorre dedurre un maggior costo e detrarre maggiore Iva). Positivo è stato anche il superamento dell’IRAP per i lavoratori autonomi professionali con la scorsa legge di Bilancio, che ha risolto, una volta per tutte, l’annosa questione della definizione di “autonoma organizzazione”. Attendiamo ora il definitivo superamento promesso per tutti. E non smetteremo di dire che occorre una riforma dei codici ATECO, su cui stiamo lavorando, al fine di garantire che ogni professionista abbia un codice ATECO realmente corrispondente all’attività in concreto svolta.

CREDITO

"Per finire due passaggi che stanno a cuore anche ai professionisti. Per l’accesso al credito, abbiamo ottenuto che i Confidi potessero avere soci anche i liberi professionisti, anche non organizzati in ordini o collegi. Mentre, di recente, l’operatività del Fondo centrale di garanzia è stata estesa a tutti i professionisti".

CONCLUSIONI

"Dopo la crisi legata alla pandemia è arrivata la crisi energetica indotta dal conflitto ucraino. Confcommercio è intervenuta anche per i professionisti per contrastare gli effetti della crisi energetica (tra tutti l’azzeramento oneri di sistema connessi all’energia elettrica e la riduzione degli stessi per il gas). Continuerà a farlo perché le misure introdotte siano prorogate. In una giornata così importante mi perdonerete, ma non potevo esimermi dal ricostruire percorsi e battaglie fatte, per dare concretezza al nostro lavoro. Ci aspettiamo per questo una rinnovata attenzione della politica, attraverso una strategia di insieme che deve fare la sintesi tra diverse professioni, professioni ordinistiche e non, nuove e tradizionali, riportando ordine e interpretando la complessità che caratterizza questo sistema".

 

 

 

 

Sangalli: "Il peso delle professioni continua a crescere" 

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, è intervenuto durante il convegno di Confcommercio Professioni. "Il movimento delle professioni c’è, e si vede. Lo dico almeno da tre principali punti di vista che sintetizzo così: dimensione, innovazione, evoluzione. Inizio dal primo punto di vista, l’aspetto dimensionale. Poi lo vedremo nel dettaglio con la relazione di Mariano Bella: il peso delle professioni continua a crescere dentro l’economia italiana. E il merito di questa crescita va per la gran parte attribuito alle professioni non ordinistiche, che stanno per raggiungere le 450mila unità sul totale di 1 milione e 352 mila professionisti in Italia". "

Per capirci: i professionisti non ordinistici sono quasi raddoppiati dal 2008.  La crescita di queste professioni è continuata anche durante la pandemia, che ha impattato maggiormente sulle professioni ordinistiche.  Dentro a questo tempo di crisi continue, il mondo delle professioni “non tradizionali” ha avuto una reazione composita, che si è espressa in tantissimi piccoli e grandi cambiamenti i quali hanno tuttavia un unico minimo comun denominatore: l’innovazione". "Il mondo delle professioni - ha detto Sangalli - genera di continuo nuovi ambiti di attività, disegna nuove professionalità e così facendo presidia, a volte crea, nuovi mercati: dall’influencer al coach, dal design di nicchia al wedding planner…le vie dei professionisti sono infinite".

"Ma l’innovazione nelle professioni non si articola solo nel “cosa” (fanno i professionisti), l’innovazione nelle professioni si esprime in modo potente anche nel “come”. "Le professioni -da quelle del digitale a quelle della formazione, dalla consulenza ai servizi per la salute e la sicurezza- fanno le cose in modo nuovo. I professionisti, in pratica, portano innovazione, introducono nuove competenze nelle imprese di altri settori. Proprio sul tema del riconoscimento: non a caso Confcommercio ha sostenuto con convinzione Confcommercio Professioni nella richiesta che tutti i professionisti (e non soltanto quelli ordinistici) potessero accedere al portale del reclutamento “in P.A.”, proprio per la loro capacità di portare innovazione.  con questa stessa logica, lo scorso anno, abbiamo firmato un protocollo con l’allora ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Questo protocollo permette di implementare le procedure per l’iscrizione dei professionisti -ordinistici o meno- sul portale del reclutamento per la PA, in vista della sua piena entrata a regime. Sono, infatti, molte le nuove professionalità che già supportano le nostre aziende e le realtà produttive, non ha senso che queste competenze non possano essere messe a disposizione anche della cosa pubblica. Per i professionisti serve “un’evoluzione”, un progresso.

E qui arrivo al terzo punto che mi sono proposto di sottolineare oggi dopo quello della “dimensione” del settore e dell’“innovazione” che lo stesso genera.“ Evoluzione” quando si parla di professionisti significa molte cose. Innanzitutto, evoluzione è un tema di riconoscimento del valore, quindi di remunerazione. Bisogna fare un salto in avanti da questo punto di vista. È certamente un tema di livelli di reddito. Durante la pandemia, abbiamo visto in modo evidente la mancanza di adeguati strumenti di sostegno al reddito, soprattutto per le professioni non ordinistiche.

A questo proposito, occorre innanzitutto recuperare l’attenzione sul tema dell’equo compenso, in particolare nei confronti della Pubblica Amministrazione, una battaglia portata avanti con impegno e costanza da Confcommercio Professioni in questi anni. Durante la scorsa legislatura, lo stesso Presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva firmato un disegno di legge per affrontare questo tema. Speriamo che questo impegno trovi continuità nella nuova legislatura. Quando parliamo poi di evoluzione nel mondo delle professioni parliamo anche di un tema culturale: cioè di come sono culturalmente considerate le professioni nel nostro Paese. Spesso le professioni ricadono in un limbo che non le identifica né come imprese, né come dipendenti. E, se sul reddito dei professionisti si parla di equo compenso, sul loro riconoscimento si dovrebbe parlare di pari dignità. Una dignità del lavoro che passa sempre fortemente dal tema del welfare.

Mi fa piacere che uno degli argomenti principali che verranno affrontati oggi, anche grazie alla guida dell’amico e professore Alberto Brambilla, sarà proprio il welfare, in particolare quello previdenziale. Non entro nel merito visto che il tema verrà svolto a seguire in modo molto approfondito, ma mi fa piacere sottolineare come Confcommercio abbia scelto di destinare ai lavoratori autonomi e liberi professionisti una forma pensionistica di natura collettiva e di derivazione contrattuale che già c’era per i lavoratori dipendenti del terziario, con il Fondo Fon.te.  Sentiamo in questo modo di aver contribuito con un altro piccolo, grande passo a quell’evoluzione del settore di cui parlavo prima. Un’evoluzione in termini di riconoscimento che appunto deve avvenire anche nella rappresentanza.  

Con Confcommercio Professioni, la nostra Confederazione ha imboccato una strada determinata in tal senso. Ricordo inoltre che proprio Confcommercio Professioni è stata riconosciuta ufficialmente -grazie alla Presidente Fioroni- come una forma aggregativa di associazioni professionali ai sensi della legge 4/2013 dal vecchio ministero dello Sviluppo Economico. Le professioni, tante e in costante evoluzione, hanno bisogno di appropriarsi di una propria identità collettiva e di uno scopo condiviso, riconoscendo i punti comuni tra tutti i professionisti. Lavorando insieme possiamo fare molto".

 

Le proposte di Confcommercio Professioni

 

POLITICHE ATTIVE E SOSTEGNO NELLE TRANSIZIONI OCCUPAZIONALI

  • rispetto all’esigenza di tutela del reddito per la riduzione o sospensione delle attività lavorative per gli iscritti alla Gestione separata Inps, un notevole passo in avanti è stata l’introduzione, anche se solo in via sperimentale, dell’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO), ma ne occorre un monitoraggio al fine di  puntare a ridurre l’aliquota di contribuzione aggiuntiva per l’annualità 2023. Va inoltre ampliata la platea dei destinatari di questo ammortizzatore sociale che deve essere reso strutturale;
  • le associazioni di rappresentanza delle professioni devono essere coinvolte a tutti i livelli, nazionale e regionale, nella definizione dei percorsi di formazione per la parte dell’ISCRO relativa alla riqualificazione professionale;
  • con riferimento all’estensione ai lavoratori autonomi professionali delle misure del Programma GOL volte a sostenere l'occupabilità, dato che si rivolgono solo a chi ha cessato l’attività, è auspicabile che si possa aprire un confronto su un modello di riqualificazione attraverso la formazione anche per lavoratori che non hanno chiuso la Partita Iva e versano in difficoltà lavorativa, ma non hanno i requisiti per l’ISCRO;
  • si attende l’attuazione dello Sportello del lavoro autonomo con un ruolo per le Associazioni a livello territoriale, secondo quanto previsto dalla legge n. 81 del 2017.

RAFFORZARE LA TRANSIZIONE 4.0 DELLE PROFESSIONI

  • è necessario potenziare la transizione 4.0 dei professionisti, rafforzando l’intensità agevolativa del credito d’imposta per le spese in beni strumentali materiali e  beni immateriali che hanno determinati requisiti tecnologici indispensabili per innalzare il livello digitale dei servizi offerti dalle professioni; includere i professionisti nella platea dei beneficiari del credito d’imposta per la formazione 4.0 riconoscendo ai professionisti qualificati la possibilità di erogare la stessa formazione alle imprese;
  • positiva l’estensione del voucher connettività per i professionisti, ma occorrerebbe rifinanziare il voucher per la digitalizzazione, con la previsione di un sostegno a lavoratori autonomi e PMI per l’acquisto di servizi di consulenza e formazione per la competitività e la ripresa.

 

EQUO COMPENSO PER TUTTI I PROFESSIONISTI

  • è necessaria la valorizzazione della qualità del servizio, anche per i professionisti non organizzati in ordini o collegi, e l’individuazione di parametri specifici per la determinazione del compenso equo;
  • deve, a tal proposito, essere chiarito e rafforzato l’ambito di applicazione della normativa vigente in materia di equo compenso nei confronti della Pubblica Amministrazione;
  • riteniamo che il Parlamento debba riprendere l’esame della proposta di legge sull'equo compenso, benché è opportuno che ad essa siano apportati dei correttivi per operare una completa e appropriata equiparazione tra professionisti ordinistici e non ordinistici.

 

PREVIDENZA COMPLEMENTARE, WELFARE E QUALITÀ DELLA VITA

  • dal lato del welfare, è necessario incentivare l’adesione alle forme di sanità integrativa da parte dei lavoratori professionisti iscritti alla Gestione separata INPS, e ricorrere, laddove possibile, agli strumenti bilaterali già esistenti per assicurare ai lavoratori autonomi coperture previdenziali e sanitarie integrative a quelle offerte dal sistema pubblico;
  • i professionisti devono essere destinatari di misure per il sostegno alla genitorialità e va promosso un welfare per la conciliazione vita-lavoro. Ad esempio, per questo periodo di crisi, risponde alle nostre richieste la previsione contenuta nella legge di bilancio 2022 relativa al riconoscimento dell'indennità di maternità per ulteriori 3 mesi alle lavoratrici autonome con redditi bassi.

 

MISURE FISCALI

  • servono subito ulteriori moratorie dei versamenti fiscali con rateizzazioni straordinarie per l’assolvimento dei debiti accumulati;
  • per mantenere l’attuale regime forfettario di tassazione, occorre una riduzione del coefficiente di redditività, perché i professionisti sopportano costi maggiori, soprattutto di formazione, rispetto a quelli riconosciuti dal legislatore. Sarebbe opportuna, inoltre, la previsione di un equo periodo transitorio a tassazione ridotta in caso di incremento di fatturato oltre il limite previsto, finalizzato ad un graduale approdo al regime ordinario di tassazione; si  sottolinea che va risolta la criticità per cui sono tuttora escluse le associazioni o le società tra professionisti dall’applicazione del regime forfettario;
  • dato ormai per conclamato il fatto che l’automobile è uno strumento di lavoro per la quasi totalità  dell’uso che ne fa il professionista, occorre anche prevedere la possibilità di maggiori deduzioni per gli acquisti del veicolo e le spese connesse al suo utilizzo;
  • auspicabile è anche l’attuazione della riforma dei codici ATECO per garantire che ogni professionista abbia un codice realmente corrispondente all’attività in concreto svolta;
  • si considera, infine, positivo il superamento dell’IRAP per le persone fisiche, con l’auspicio che anche le forme associative e le società tra professionisti ne siano presto escluse.

 

CONSENTIRE AI PROFESSIONISTI DI CREARE “RETI”

  • è indispensabile consentire ai lavoratori autonomi professionali di creare “reti” e per questo occorre chiarire la disciplina da applicare: è infatti attualmente impossibile iscrivere il contratto di rete tra soggetti che svolgono attività professionale, non iscritti al registro delle imprese.

 

COMPETENZE PER COMPETERE

  • nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), dare protagonismo ai  professionisti fornendo strumenti idonei per sfruttare le possibilità della tecnologia e del digitale nel nuovo scenario; puntare sulle nuove professioni dei settori emergenti, a partire dalle professioni del digitale fino ai cosiddetti green jobs;
  • positiva la  procedura di iscrizione al Portale inPA per il reclutamento dei professionisti chiamati all’attuazione del PNRR, procedura che va monitorata per consentire sempre un migliore accesso al fine di assicurare trasparenza e aggiornamento costante. In tal senso, si ricorda  la firma del protocollo d’intesa tra Confcommercio e Confcommercio Professioni con il Ministero della Pubblica amministrazione, con cui è stata avviata una collaborazione per implementare le funzioni specifiche di ricerca nell’ambito del Portale, in modo da selezionare i professionisti interessati a tali opportunità;
  • occorre, inoltre, investire sul capitale umano, attraverso il rafforzamento del sistema scolastico e universitario, post laurea e della formazione continua e manageriale, prevedendo l’ingresso delle professioni nei percorsi educativi e formativi con gli strumenti dell’alternanza scuola-lavoro, tirocini e apprendistato;
  • va riconosciuto, altresì, maggior rilievo al ruolo svolto dalle associazioni di professionisti non regolamentati, in base alla Legge n.4 del 2013, per la valorizzazione dei servizi professionali e occorre puntare alla  riconoscibilità delle competenze del lavoratore autonomo professionale sul mercato, anche attraverso la certificazione di conformità alle norma tecniche UNI. In questo senso, riteniamo necessario un intervento legislativo per precisare le modalità di una co-esistenza di certificazioni delle competenze su base volontaria e certificazione pubblica.

 

Il futuro delle professioni: la politica a confronto

Dopo gli interventi del presidente Sangalli e della presidente Anna Rita Fioroni, si è svolta una tavola rotonda "animata" da esponenti del mondo politico sui temi del convegno e sulle proposte avanzate da Confcommercio Professioni. 

 

Luigi Marattin (Italia Viva e Azione)

"Nella scorsa legislatura c’è stato uno sforzo importante per fare una riforma sistemica del fisco italiano che non era più riformabile con interventi specifici. Il nostro fisco è rimasto a metà degli anni sessanta. La delega fiscale del governo Draghi poteva essere approvata a settembre. Oggi ci saremmo ritrovati una riforma fiscale pronta ma una scelta precisa di alcuni partiti politici ha bloccato tutto".    

 

Marta Schifone (Fratelli d'Italia)

"Per Fratelli d’Italia i professionisti sono un valore sociale e valoriale in contrapposizione al mero assistenzialismo. Abbiamo portato avanti battaglie che ritenevamo giuste.  La nostra coerenza l’abbiamo già dimostrata con il primo atto del ministro calderone che è stato quello di convocare il tavolo degli autonomi. Su equo compenso noi siamo molto ottimisti per noi è un cavallo di battaglia".

 

Chiara Gribaudo (Partito Democratico)

"Tutti abbiamo provato a dare un contributo. Il jobs act degli autonomi lo abbiamo fatto noi e abbiamo introdotto il principio dell’equo compenso. Bisogna fare attenzione a non dare potere eccessivo agli ordini professionali, non dividiamo i professionisti tra serie a e serie b. Su equo compenso dobbiamo fare una discussione in parlamento dialogando con le parti sociali in maniera approfondita".

 

Luca Squeri (Forza Italia)

"Il tema dell'innovazione e quello della digitalizzazione sono temi primari. Il mondo delle professioni deve avere questo obiettivo. Bisogna estendere al mondo del lavoro autonomo tutte le agevolazioni possibili. Bisogna includere il mondo delle professioni nel credito d’imposta per la formazione 4.0. Sarebbe opportuno pensare all'iscrizione per i liberi professionisti non ordinistici alla Camera di Commercio".

 

La previdenza complementare per i professionisti

La sessione pomeridiana si è incentrata incentrerà sul tema "La previdenza complementare per i professionisti: una risposta concreta ai bisogni di Welfare" con una tavola rotonda che ha visto la partecipazione di Maurizio Grifoni, Presidente Fondo Fon.Te., Marco Abatecola, Responsabile Settore Welfare Pubblico e Privato di Confcommercio, Massimo Scolari Presidente Asconfind (Associazione per la Consulenza Finanziaria Indipendente) e Francesco Verbaro,

Senior advisor AdEPP, Associazione degli Enti Previdenziali Privati. Seguiranno gli interventi dei rappresentanti delle Associazioni di Confcommercio Professioni

 

Maurizio Grifoni

Il presidente del fondo pensione Fonte ha illustrato i numeri importanti del fondo con 250.000 iscritti. "Tutto il mondo della previdenza complementare ha un patrimonio di mille miliardi e se si prendesse solo il 10% di questo ammontare per investire nelle realtà professionali e imprenditoriali sarebbe importante. Dobbiamo diventare anche noi interlocutori del mondo della politica, dell’economia e della finanza".  

 

Marco Abatecola 

"Abbiamo messo a disposizione del mondo delle professioni uno strumento che è figlio del contratto. Un’operazione innovativa che prende un pezzo del nostro contratto e lo apre a chi non ne fa parte. E’ difficile comunicare l’importanza di iscriversi ad un fondo pensione che non sia bancario o assicurativo soprattutto ai lavoratori autonomi. E’ l’unico strumento di pensione di sistema che esiste in Italia, copriamo tutto il terziario di mercato. Il fondo pensione è una forma d’investimento per la crescita dell’economia reale".

 

Massimo Scolari

"Un aspetto fondamentale per la scelta del fondo pensione sono i costi. Si parla di investimenti a lungo termine e quindi le tassazioni anche se con scostamenti minimali in un percorso ventennale o magari trentennale hanno il loro peso. Nel mondo dei fondi pensione ci sono delle differenze molto forti".

 

Francesco Verbaro

"Negli ultimi 15 anni si è scoperto che i professionisti anche quelli ordinistici non sono soggetti garantiti con una spiccata volatilità in termini di reddito e costi. Ci sono fragilità di cui dobbiamo occuparci: il rapporto occupazionale sbilanciato tra Nord-Sud e la difficoltà delle donne nel mondo del lavoro".   

 

Intervista alla presidente di Confcommercio Professioni, Anna Rita Fioroni 

Quale sarà il destino del ddl equo compenso?

Durante la scorsa legislatura il disegno di legge a prima firma Meloni che aveva ad oggetto il tema dell’equo compenso per le prestazioni professionali è stato al centro del dibattito della Camera dei deputati che alla fine lo ha approvato. Si è arenato al Senato per la seconda lettura. Riteniamo che l’intento di fondo sia condivisibile e quindi auspichiamo che un’analoga proposta sia portata avanti e approvata anche in questa legislatura.

Rispetto al disegno di legge però occorrono dei correttivi che non abbiamo mancato di segnalare nel corso delle audizioni di Confcommercio professioni presso le Commissioni parlamentari competenti. In particolare occorrono parametri e criteri di determinazione del compenso equo coerenti e applicabili alle professioni non organizzate in ordini o collegi, le nuove professioni intellettuali, nella duplice finalità di tutela del lavoratore autonomo e orientamento per il mercato e per una sana concorrenza.  A questo proposito  vanno coinvolte le  associazioni di rappresentanza,  che peraltro sono impegnate nel rendere riconoscibile nel mercato anche le prestazioni qualificate che i professionisti associati rendono. Ma sicuramente  il principio dell’equo compenso  va applicato e rafforzato in particolare nei confronti della Pubblica Amministrazione. 

Come soluzione operativa potrebbe  essere riconosciuto un ruolo per la definizione dei parametri  al Tavolo tecnico di confronto permanente sul lavoro autonomo istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali (di cui all’articolo 17 della legge 22 maggio 2017, n. 81 cd “jobs act degli autonomi”), con eventuale coinvolgimento del Ministero dello sviluppo economico competente per le professioni non organizzate in ordini o collegi ex legge 4/2013.

Secondo lei andrebbe prorogata la politica dei bonus? 

Per i professionisti non ordinistici, iscritti alla Gestione separata Inps (che vediamo dalla ricerca presentata dal nostro ufficio studi, sono in costante aumento) durante la pandemia è emersa in modo evidente la mancanza di strumenti di sostegno al reddito. Per questo anche in seguito all’azione di rappresentanza che abbiamo portato avanti nei confronti di  Governo e Parlamento, sono stati introdotte misure di sostegno temporanee, come risposta al calo di ricavi subito, che poi si sono succedute con criteri di calcolo non sempre coerenti con la effettiva realtà dei lavoratori autonomi. E’ stato poi introdotto in via sperimentale un nuovo ammortizzatore sociale della durata di tre anni fino al 2023 Iscro (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa) che comunque dovrà essere reso strutturale e migliorato nei requisiti di accesso con una riduzione dei costi a carico degli iscritti alla Gestione separata INPS. Positivi anche gli interventi per l’esonero contributivo come forma di aiuto.

Certo ora questo periodo è superato e bisognerebbe guardare al futuro se non si dovesse fare i conti con la crisi energetica in atto che riguarda anche i professionisti. Anche per questo grazie all’azione di Confcommercio sono state già introdotte misure volte al contenimento degli effetti della crisi energetica per il 2022, per cui chiediamo la reiterazione. Per incidere sulla competitività e la crescita dei professionisti direi comunque che anche le agevolazioni (se per bonus si intende questo) contano e soprattutto in settori innovativi e con attenzione alle  logiche di rete e di filiera che comprendano sempre i professionisti. Ma prima di tutto servono politiche strutturali per creare le condizioni di contesto adeguate per favorire la scelta di autonomia, dato che le professioni si sviluppano sulla base dei mutamenti e delle esigenze del mercato e trovano nella forma del lavoro autonomo la loro miglior espressione creando  occupazione  che si rivolge anche  a giovani e donne. 

Ricordo anche che tutti gli interventi del Pnrr richiedono lo sviluppo di competenze che possono essere garantite dal mondo delle libere professioni: ad esempio la riconversione verde dell’economia, la digitalizzazione le riforme dell’amministrazione pubblica, del mercato del lavoro e il rilancio di settori fondamentali per il nostro paese quali turismo e cultura. Peraltro  nel Manifesto di Confcommercio professioni  per la Competività dei professionisti nell’economia dei servizi  che è la nostra base di valori, emerge che il concetto di professionalità e libera professione  va reinterpretato da tutti gli attori in gioco (rappresentanza, politica, istituzioni).

Ci aspettiamo per questo una rinnovata attenzione della politica con uno sguardo di insieme  che deve fare la sintesi tra diverse professioni, professioni ordinistiche e non, nuove e tradizionali e che potrebbe venire anche, perché no, da una delega specifica nell’ambito della compagine di Governo. Intanto abbiamo le nostre proposte che presentiamo in occasione del convegno del 17 novembre che porteremo anche all’attenzione del Ministro del Lavoro al Tavolo del lavoro autonomo appena convocato. 

Sulla base delle vostre proposte c’è un’attenzione particolare alla previdenza complementare. per quali ragioni?

Perché bisogna  guardare alle opportunità che ne derivano.  In generale  i lavoratori professionisti che versano contributi alla Gestione separata Inps  potrebbero essere titolari di pensioni non adeguate. Tenuto conto della dinamica dei redditi e della possibile discontinuità contributiva e di carriera degli stessi (con incidenza negativa sul montante contributivo che viene poi trasformato in rendita), è necessario valutare per tempo l’adeguatezza dei trattamenti pensionistici.

Questo per decidere eventualmente di aderire a forme pensionistiche complementari che, oltre a garantire un’integrazione degli assegni pensionistici di primo pilastro, offrono anche importanti ed ulteriori vantaggi: deducibilità dei contributi versati fino ad un massimo di 5.164,57 euro, anche per conto dei soggetti fiscalmente a carico; tassazione favorevole sulla rivalutazione della posizione previdenziale e regime fiscale agevolato sulle prestazioni pensionistiche rispetto alle aliquote marginali ordinarie.

Al riguardo, novità recente è arriva da Confcommercio che ha scelto di destinare ai lavoratori autonomi e liberi professionisti una forma pensionistica di natura collettiva e di derivazione contrattuale - già istituita per i lavoratori dipendenti del terziario, Fondo Fon.te.- rispondendo, in tal modo, alle esigenze previdenziali dell'intera platea dei soggetti rappresentati. Ne parleremo alla Tavola Rotonda del 17 novembre prevista per il pomeriggio.

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