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    Agenzia delle Entrate: i primi chiarimenti sulle ritenute fiscali negli appalti

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    L’Agenzia delle Entrate ha emanato la circolare n. 1 del 12 febbraio 2020, con la quale fornisce i primi chiarimenti sull’applicazione dell’articolo 4, del c.d. Decreto Fiscale (D.L. 124/2019), in caso di appalto c.d. endo-aziendale.

    La norma nasce dalla necessità di contrastare l’illecita somministrazione di manodopera che, negli anni, è stata sempre di più evidenziata dagli organi di vigilanza, soprattutto, negli appalti c.d. “labour intensive” e cioè laddove vi è una prevalenza nell’utilizzo della manodopera rispetto alle attrezzature ed ai mezzi a disposizione dell’appaltatore.

    Rientrano nell'ambito di applicazione i soggetti  residenti che forniscono manodopera utilizzando i beni  strumentali di proprietà del committente o riconducibili in qualunque forma al committente; esclusi i non residenti senza stabile organizzazione in Italia affidatari delle opere o dei servizi. Esclusi anche i soggetti residenti che non esercitano attività d'impresa o non esercitano imprese agricole o non esercitano arti o professioni quali ad esempio i condomini che non detengono beni strumentali, così pure gli enti non commerciali.

    Con le nuove norme in materia di ritenute sugli appalti c'è un "rischio di blocco delle attività per interi settori. Serve un rinvio o una soluzione alternativa". Lo scrivono al ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, l'Abi, l'Ance, Assonime, Confindustria e Rete imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti). Chiedono "la soppressione delle nuove regole in materia di ritenute negli appalti o, almeno, di procrastinarne l'entrata in vigore al primo luglio 2020, applicandole ai contratti stipulati dal primo gennaio 2020".