1. Lente
    inside.list.records.vw_ascom_box_menu.empty
    inside.list.records.vw_ascom_box_menu.empty

Dettaglio News

Principali
  1. titolo

    Auto, l’Italia frena per la prima volta dal 2014, il 2018 chiude a -3% di immatricolazioni. Fca -10%

  2. sottotitolo

  3. immagine
  4. testo

    Non è bastata la buona performance del mese di dicembre, in crescita di quasi 2 punti, a invertire la rotta intrapresa negli ultimi mesi. Il mercato si è raffreddato soprattutto a partire settembre, periodo nel quale sono entrate in vigore le nuove norme per omologare i veicoli, indicate con la sigla WLTP. Un passaggio industriale che ha raffreddato le vendite in Italia dopo i balzi dei mesi estivi trascinando l’anno sotto la soglia raggiunta nel 2017.

     

    Le attese dei produttori, dei componentisti e dell’intera filiera automotive, l’anno scorso, parlavano di un 2018 che si sarebbe attestato sui livelli del 2017, anno che a sua volta aveva sfiorato una crescita dell’8% (7,9%) rispetto al 2016. Invece i risultati hanno deluso, mancano all’appello circa 60mila unità ecosì il mercato ha ingranato la marcia indietro in uno dei settori più sensibili agli andamenti economici.

     

    AUTO: LE 10 NOVITÀ PIÙ ATTESE DEL 2019

    Fca peggio del mercato
    Fiat Chrysler fa peggio del mercato nel mese di dicembre, perde circa un punto percentuale ma nell’intero 2018 segna un calo del 10% nel numero di immatricolazioni rispetto all’anno precedente. Il marchio Jeep mette a segno un +70% di vendite in più sul mercato domestico rispetto al 2017 e porta la quota di mercato dal 2,5 di un anno fa all’attuale 4,4. L’anno si chiude positivamente per i marchi Citroen e Peugeot e soprattutto per Volkswagen, che cresce sul mercato italiano di 12 punti, il marchio Fiat invece perde quasi il 20%. Bene anche Toyota e Suzuki. mentre i principali brand del lusso, da Audi a Mercedes a Bmw fino ad Alfa Romeo segnano una contrazione delle vendite rispetto al 2017, fa eccezione Volvo che mette a segno una crescita nell’anno a due cifre.

    «Quello sul mercato automobilistico è il primo dato sull’economia italiana nell’intero 2018 che viene reso noto – sottolinea Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – e non è un dato di buon auspicio». Anche perché le prime proiezioni sul 2019 parlano chiaro: «Dall’inchiesta congiunturale mensile di dicembre del Centro Studi Promotor – fa sapere Quagliano – emerge che soltanto l’11% degli operatori auto interpellati si attende una crescita della domanda, il 52% ipotizza stabilità e il 37% si attende una frenata delle immatricolazioni». 

    Il declino del diesel
    Il 2018 ha segnato l'inizio del declino delle motorizzazioni diesel con una caduta delle vendite del 12,2% (-17,3% a dicembre) e una perdita di quota di mercato di oltre 5 punti percentuali rispetto al 2017, mentre le alimentazioni a benzina, ibride ed elettriche hanno registrato incrementi rispettivamente del +7,6%, +29,6% e +144,8%, anche se queste ultime hanno una quota di mercato irrisoria (0,3%). 

    ECOTASSA, I 50 MODELLI COLPITI

    Sul 2019 pesa l’ecotassa
    «Per quanto riguarda il 2019 – prosegue Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari – ci aspettiamo un anno difficile per il settore, sul quale graverà l'impatto negativo determinato dall'ecotassa, introdotta dalla legge di Bilancio 2019, che sarà operativa sulle immatricolazioni di autovetture nuove (con emissioni di CO2 oltre 160 g/Km) a partire dal 1° marzo 2019. L'aggravio di costo, variabile da 1.100 a 2.500 euro, peserà su moltissimi modelli, anche di fascia media, diffusi sul mercato determinando certamente un'ulteriore flessione dell'immatricolato rispetto ai volumi 2018, che non sarà compensata dagli acquisti di auto elettriche ed ibride che beneficeranno, invece, del bonus governativo».