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    CONFCOMMERCIO: “FINANZIAMENTO IRRISORIO, SERVE UNA COPERTURA PIÙ AMPIA”

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    “Confcommercio ha accolto con favore le misure introdotte nei vari provvedimenti normativi varati dal Governo che hanno avuto come finalità quella di prevedere forme di sostegno alle imprese, tra cui il credito d’imposta per affrontare le spese di sanificazione. Tuttavia, va rilevato che nell’attuazione pratica di tali misure gli intenti si sono scontrati con gli stanziamenti messi a disposizione”.

    Così la Confederazione che ricorda che “già a suo tempo il finanziamento previsto dal bando Impresa Sicura Invitalia era andato immediatamente esaurito in un lasso strettissimo di tempo avendo visto oltre 200mila registrazioni da parte delle imprese a fronte di un importo estremamente limitato”.

    Oggi, “ancora una volta le aziende non vedono coperti in modo adeguato i costi che hanno dovuto affrontare per far fronte al contenimento dei rischi dovuti al contagio Covid. È il caso della irrisoria percentuale del 15% del credito d’imposta fissata dall’Agenzia delle Entrate come credito utilizzabile per coprire le spese di sanificazione e acquisto dei dpi. Il fondo per le spese di sanificazione, come previsto nella legge di rilancio, avrebbe dovuto coprire il 60% delle spese sostenute e su ciò avevano fatto affidamento le aziende, ma nel contempo nella stessa legge si fissava il limite massimo di spesa in 200 milioni di euro, mentre gli importi richiesti dalle aziende assommano a oltre 1.200.000 euro. A fronte di tale situazione in cui le imprese possono recuperare solo una minima parte di quanto richiesto (circa un sesto) si rende necessario provvedere ad un rifinanziamento urgente dello stesso fondo e ad innalzarne l’importo”.