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Dettaglio News

Principali
  1. titolo

    Demografia d'Impresa: l'analisi di Confcommercio su Torino e 120 città italiane

  2. sottotitolo

  3. immagine
  4. testo

    La finalità di questa analisi, che l'Ufficio Studi dal 2015 porta avanti assieme al Centro Studi delle Camere di Commercio G. Tagliacarne, è quella di qualificare la demografia d'impresa guardando come gli aggregati si muovono nei centri storici (CS) rispetto al resto del comune (NCS), e focalizzando l’attenzione sulle medie città, cioè le più importanti salvo quelle talmente grandi da essere policentriche (Napoli, Milano e Roma).

    In particolare, oggetto dell’osservazione sono 120 città medio-grandi, cioè tutti i capoluoghi di provincia (ed ex capoluoghi) più 10 comuni di media dimensione. La disaggregazione riguarda 13 aree di attività economica: 9 del commercio fisso al dettaglio, cui si aggiungono il commercio ambulante, l'area dell'alloggio e quella della ristorazione, cioè bar e ristoranti; per completezza c’è anche la voce «altro commercio» che riguarda sostanzialmente le società che vendono online e porta a porta, i distributori automatici e le vendite per corrispondenza. L'analisi riguarda il periodo che va dal 2008 a giugno 2020, ma la presentazione è incentrata, prevalentemente, nel confronto 2012-2020.

    Sfoglia le slides dell'indagine. 

    Approfondisci i dati piemontesi


    Scenario economico

    L'emergenza Covid, in atto ormai da un anno, si è abbattuta in maniera drammatica sul nostro sistema di imprese colpendo, in particolare, le filiere del turismo e della ristorazione che hanno azzerato i loro fatturati, ma anche moltissime imprese del commercio al dettaglio e del comparto del tempo libero (attività artistiche, sportive e di intrattenimento) che hanno chiuso definitivamente l'attività.

    Per il 2020 l'Ufficio Studi di Confcommercio stima una riduzione di oltre 300mila imprese del commercio non alimentare e dei servizi, di cui circa 240mila esclusivamente a causa della pandemia, a cui si deve aggiungere anche la perdita di circa 200mila attività professionali. Complessivamente, nel 2020 sono andati persi 160 miliardi di euro di Pil, 120 miliardi di consumi e il 10% di ore lavorate.

    Come cambiano le città e i centri storici

    Tra città e attività economiche intercorre un antico e duraturo legame sulla base del quale la Confederazione, da tempo, promuove processi di rigenerazione urbana. Indubbia è la funzione sociale delle attività economiche e di servizio, che creano relazioni di prossimità tra persone ed economie locali. Valori emersi con maggior vigore in epoca di pandemia, quando le piccole e medie imprese urbane si sono dimostrate presidi indispensabili per il benessere collettivo.

    In tale mutato contesto, le politiche urbane e territoriali hanno una grande responsabilità nel definire le nuove urbanità. Per tale motivo, andrà ricercata una nuova capacità di pianificazione, adattiva e meno burocratica, per dare risposte alle nuove esigenze contingenti e arginare la perdita di funzioni nelle città, garantendo la presenza di negozi, servizi, verde e spazi pubblici nei quartieri periferici e favorendo la residenzialità nei centri storici.

    Attività Confcommercio

    Al fine di rafforzare il ruolo del commercio di prossimità nei processi di rigenerazione urbana, è necessario agire congiuntamente con le Amministrazioni pubbliche per condividere preliminarmente obiettivi e azioni di sviluppo urbano ed economico.

    Questo è il senso dell'intesa con l'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), sottoscritta nel 2015 e rinnovata nel 2019. Nell'ambito di tale accordo, sono state analizzate alcune disposizioni regionali su commercio e urbanistica e fornite ampie riflessioni in materia di innovazione, turismo, commercio urbano e pianificazione urbana, anche in chiave europea, utili per affrontare in maniera integrata le sfide emerse con la pandemia.

    Risultato di quest’indagine è il volume "Le attività economiche nella città post-Covid. Riflessioni sulla rigenerazione urbana" di recente pubblicazione. La Confederazione, inoltre, continua a promuovere la diffusione di partenariati pubblico-privati per lo sviluppo di progetti locali, come già sperimentati dalle nostre rappresentanze territoriali e testimoniati nel volume "Laboratorio nazionale per la rigenerazione urbana 2018. Un quaderno di buone pratiche", al fine di intercettare e indirizzare le risorse disponibili, nazionali ed europee, per l'attuazione di progetti efficaci di riattivazione dei sistemi economici urbani. Infine, sono state avviate anche attività di formazione al Sistema su strumenti e politiche per la città e per il terziario di mercato e sono stati forniti contributi al dibattito tecnico, nazionale e internazionale, sui temi della rigenerazione urbana ed economica, offrendo il punto di vista del sistema imprenditoriale.


    Le proposte

    Sono necessari modelli di governance urbana che, con il contributo di chi nella città vive e lavora, guardino al medio-lungo termine e siano realmente capaci di dare risposte concrete all'economia reale e alla vita quotidiana dei cittadini e degli imprenditori italiani.

    Si ritiene utile anche un aggiornamento post-Covid dell'Agenda urbana per rafforzare la resilienza delle città e delle loro economie, consentire una vita di relazioni in sicurezza, favorire l'innovazione e la digitalizzazione dei sistemi economici e valorizzare gli aspetti culturali e identitari in una nuova dimensione di "prossimità urbana".

    A tal proposito, la Confederazione è impegnata affinché parte dell'ingente quantità di risorse mobilitate dall'Unione europea per affrontare la crisi sanitaria, attraverso l'iniziativa Next Generation EU 2021-2024 e il rafforzamento della Politica di Coesione 2021-2027, siano destinate a sostenere progettualità condivise di sviluppo urbano ed economico, definite dagli attori economici e sociali locali con le rispettive Amministrazioni di riferimento.