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    La rivoluzione ai tempi del 4.0: i negozi di Torino scoprono l'innovazione senza la tecnologia

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    Si può fare innovazione senza digitale. Non è una "bestemmia", in tempi di 4.0, ma è più una questione di tempi, costi e necessità.

    Ascom Torino non abbassa la guardia nei confronti del futuro, ma ci sono crisi e necessità che vanno affrontate subito, senza aspettare i tempi tipici dell'investimento di medio periodo. Soluzioni da applicare al volo, come le buste del ghiaccio secco che non curano, ma leniscono il dolore.

    E l'emergenza in questo caso, è legata ai numeri che a Torino vedono l'abbigliamento in calo tra il 10 e il 15% nei mesi freddi tra dicembre e maggio. Peraltro a dieci giorni dai saldi estivi, quindi di nuovo con settimane di rallentamento almeno fino a fine giugno. Bisogna agire, soprattutto per i settori del fashion e del food. "Ci sono tante cose che si possono fare con la voglia di sperimentare - dice Carlo Alberto Carpignano, direttore di Ascom Torino e provincia - lavorando sugli aspetti della razionalità o sul lato emozionale, che fa la differenza rispetto a un'esperienza di acquisto online fredda e distaccata. Dal buying si passa allo shopping, dunque. Con componenti di divertimento e piacevolezza, magari raccontando la storia, la provenienza e le caratteristiche del capo per esempio".

     

    Ma pesa anche l'attenzione all'ambiente. "Il tema del rispetto delle cause sociali e e ambientali catturano l'attenzione di una fetta importante di clienti. Imballaggi o cibo plastic free, ma anche quote di beneficenza e responsabilità". E gli stessi clienti possono diventare alleati preziosi. "Il cliente compra, ma può anche raccontare, magari facendo una foto e fornendo un racconto sui social, con una cornice che riporti il nome del negozio".

     

    Tutto questo, però, non è un passo indietro rispetto alla crociata per l'innovazione. "Intanto lavoriamo e continuiamo sull'alfabetizzazione tecnologica come tech@home - conclude Carpignano - ma ci sono settori come il fashion che sono davvero molto in crisi e forse hanno bisogno di soluzioni di breve periodo, di spesa contenuta e di relazione. Restiamo dell'idea che l'orientamento delle aziende deve andare oltre i confini cui siamo abituati e che danno sicurezza. Invece si possono intercettare target diversi di pubblico: silver economy, ma anche i giovani che apprezzano l'acquisto divertente".

    Per chi vuole intraprendere questo cammino di innovazione alternativa, il laboratorio Caleidos, gratuito e guidato da Kiki Lab, partirà l'8 luglio, con nuovi appuntamenti il 16 settembre e il 21 ottobre per 10-15 aziende: incontri individuali, ma interagendo anche con gli altri operatori di settori complementari.

    Quindi il 25 novembre ci sarà un convegno finale, per tirare le fila dell'esperienza.


    Fonte:
    Massimiliano Sciullo (Torinooggi.it)