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Dettaglio News

Principali
  1. titolo

    Risoluzione MISE: richiesta chiarimento interpretativo art. 64 bis D.L. n. 50/2017 in materia di vendita della stampa quotidiana e periodica.

  2. sottotitolo

  3. immagine
  4. testo

    Il Ministero risponde ad alcune richieste di chiarimenti riguardanti l'art. 2 del D.Lgs n. 179/2001, in materia di riordino del sistema di diffusione della stampa quotidiana e periodica, il cui articolo è stato modificato dall'art. 64 bis del D.L. n. 50/2017, convertito con modificazioni della Legge n. 96 del 21 giugno 2017.

     

    Più precisamente, il comma 1 lett. a) dell'art. 2 del D.L. n. 50 ha modificato le definizioni di punti vendita esclusivi e non esclusivi del precedente decreto n. 170.

     

    In particolare, proprio per i punti vendita non esclusivi, la norma prevede che: "…possono vendere, alle condizioni stabilite dal presente decreto, quotidiani o periodici in aggiunta ad altre merci".

     

    Tale formulazione si differenzia dalla precedente in quanto al posto di o era prevista la congiunzione ovvero.

     

    Pertanto, proprio alla luce delle modifiche apportate alla lett. a) del comma 1, si chiede se i punti vendita non esclusivi possano continuare a gestire in assortimento entrambe le tipologie di prodotti editoriali (quotidiani e periodici) o se debbano cambiare la loro offerta commerciale in seguito alle recenti modifiche.

     

    Al riguardo il MISE in via preliminare dichiara l'effettiva modifica dell'art. 2, comma 1, lett. b) del D.Lgs n. 170/2001, con la sostituzione della congiunzione "ovvero" con la "o" , e ritiene che "dalla modifica, comunque, non può conseguire che i soggetti legittimati all'esercizio in regime di non esclusività siano obbligati ad effettuare una scelta tra le due fattispecie di prodotti editoriali, ossia i quotidiani o i periodici".

     

    Inoltre, richiama anche il comma 3 dell'art. 2, anch'esso oggetto di modifica ad opera del medesimo art. 64 bis, il quale, nell'individuare i soggetti legittimati ad esercitare l'attività in regime di non esclusività, dispone che i medesimi possono "esercitare l'attività di vendita della stampa quotidiana e periodica in regime di non esclusività", utilizzando la congiunzione "e" e quindi, dando la possibilità per i medesimi di vendere entrambe le tipologie.

     

    In particolare, il Ministero rileva che: "tale interpretazione, ossia quella di non porre limitazioni rispetto alla disciplina applicabile prima delle modifica ad opera del 64 bis, risulta coerente con le schede di lettura predisposte dalla Camera e dal Senato nel corso dell'iter di approvazione della legge, le quali richiamano espressamente gli obiettivi oggetto delle norme di modifica, ossia una maggiore liberalizzazione del settore e l'eliminazione delle restrizioni all'esercizio dell'attività di vendita".

     

    Inoltre, in tale norma, proprio per i punti vendita non esclusivi, è specificato che essi possono vendere a determinate condizioni, quotidiani e periodici, in aggiunta ad altre merci.

     

    Peraltro, la ratio complessiva dell'intervento di modifica del citato D.Lgs n. 170, corrisponde all'esigenza di garantire, con il nuovo impianto normativo e nel rispetto dell'art. 21 della Costituzione e del diritto comunitario, la massima accessibilità all'informazione.

     

    Pertanto, in conseguenza di quanto sopra affermato, il MISE ritiene che: "l'utilizzo della congiunzione o all'art. 2, comma 1 lett. b), stante il contesto al quale la definizione dei punti di vendita non esclusivi è riferibile, sia finalizzato a garantire ai soggetti titolari di detti punti vendita la possibilità di optare per una sola delle due tipologie di prodotti editoriali, ossia i quotidiani e i periodici, e ciò senza conseguenze sulla eventuale opzione di venderli entrambi".

     

    Infine, dichiara di trasmettere la presente nota al Dipartimento per l'Informazione e l'editoria, al fine di ricevere eventuali determinazioni contrarie e conclude affermando che, "anche nel caso in cui il Dipartimento non fosse concorde con quanto affermato nella presente nota, non può che restare ferma, per i soggetti legittimati alla vendita di entrambe le tipologie di prodotti editoriali prima dell'intervenuta modifica, la possibilità di continuare l'attività nei medesimi termini, in quanto, una limitazione imposta successivamente, infatti, non può in ogni caso incidere sulle attività legittimamente operanti, stante il principio del tempus regit actum".

     

    Per maggiori dettagli vedi il testo integrale della risoluzione