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Gennaio 16, 2026
Secondo l’Osservatorio Ali-Confcommercio, sempre più librerie puntano sull'usato per attrarre lettori e contenere i costi. Il presidente Ambrosini: "il contesto delicato ci spinge a individuare nuovi spazi di business".
La vendita di libri usati si conferma un servizio in crescita per le librerie indipendenti italiane. Questi sono i principali risultati che emergono dall’Osservatorio sulle librerie in Italia, realizzato da Ali-Confcommercio in collaborazione con Format Research. Secondo l'indagine, nel 2025 il 31,7% delle librerie ha consolidato questa attività e nel 63,4% dei casi il servizio è attivo da oltre cinque anni. Le principali motivazioni che spingono a introdurre l’usato sono legate alla valorizzazione del cliente. Per il 58,1% delle librerie, la vendita di libri usati aumenta la convenienza d’acquisto, mentre il 38,6% la considera uno strumento efficace per attrarre nuova clientela.
Le modalità operative risultano diversificate: il 37% dispone di un’area dedicata ai libri in conto vendita da privati, mentre il 35% acquista direttamente i volumi, gestendo internamente il processo di selezione. Circa un quinto delle librerie offre inoltre il servizio anche online, segnale di un possibile ulteriore sviluppo sul piano digitale.
Tra quelle che non hanno introdotto la vendita di libri usati, emergono soprattutto criticità organizzative: 39% segnala la mancanza di risorse per gestire il servizio e il 38,7% l’assenza di spazi adeguati. Circa un terzo preferisce invece mantenere un focus esclusivo sull’editoria corrente. Per le librerie che limitano l’usato ai soli testi scolastici o universitari, il 47,9% indica una domanda molto bassa per i libri non scolastici.
Nel corso del 2025 il clima di fiducia delle librerie indipendenti italiane si è progressivamente indebolito e la dinamica dei ricavi, non mostra segnali di inversione significativa. Le prospettive per il 2026 indicano una possibile stabilizzazione, che tuttavia avverrebbe su livelli ancora lontani dal biennio più favorevole 2021–2022.
L’occupazione si conferma l’ambito più stabile tra gli indicatori economici osservati. Gli indici restano invariati e delineano un 2026 senza cambiamenti rilevanti nella dotazione di personale. Questo dato evidenzia la volontà delle librerie di preservare gli organici anche in una fase economica complessa, confermando un modello organizzativo complessivamente resiliente.
Continua invece a peggiorare la capacità di far fronte al fabbisogno finanziario. Dopo il biennio 2021-2022, l’indice ha registrato una discesa costante dalla fine del 2023. Le attese per giugno 2026 indicano solo un recupero marginale, delineando un contesto finanziario ancora fragile, nel quale la pressione sulla liquidità rappresenta un vincolo strutturale. A incidere ulteriormente sono gli aumenti dei prezzi applicati dai fornitori: il 69,2% delle librerie segnala rincari nei servizi e nelle utenze.
"Come imprese stiamo attraversando una fase particolarmente delicata - ha commentato Paolo Ambrosini, presidente di Ali Confcommercio - caratterizzata dall’aumento dei costi fissi e da un calo dei fatturati. Questo contesto ci spinge a individuare nuovi spazi di business, come il mercato dell’usato. Resta per noi centrale il tema della formazione, sia in ingresso sia continua: ricordo il 20° corso della nostra scuola, in partenza nel mese di aprile e anticipo che stiamo predisponendo moduli di formazione continua ad hoc, che presenteremo nei prossimi giorni".
Cresce il mercato dell’usato nelle librerie indipendenti
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