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Dettaglio News

Principali
  1. titolo

    Ascom Torino:subito un tavolo per la ricostruzione economica dell'area metropolitana 

  2. sottotitolo

  3. immagine
  4. testoI dati pubblicati dall’Istat sul calo dei consumi nel nostro Paese e sull’occupazione preoccupano molto gli imprenditori del terziario torinese che rappresentano oltre il 75% del tessuto imprenditoriale dell’intera area metropolitana. Le oltre 125.000 micro, piccole e medie imprese di commercio turismo servizi alla persona e all’impresa di Torino e provincia temono per la tenuta del sistema economico: i dati paventano il rischio che entro fine anno chiudano oltre 270.000 imprese a livello nazionale, che per il nostro territorio metropolitano significano -15.000 imprese, con un numero di occupati che rischia il posto di lavoro di circa 40.000 addetti.

    “Occorre un’azione congiunta, a livello nazionale e territoriale, - sostiene Maria Luisa Coppa presidente Ascom Confcommercio Torino e provincia - facendo rete tra le Istituzioni e le Imprese, attraverso le Organizzazioni di rappresentanza, per individuare le strategie e dare loro gambe sul territorio: abbattere la burocrazia, ridurre i costi per le imprese, rilanciare i consumi, intervenire sulla liquidità, ancora insufficiente. Queste le richieste che a livello nazionale ed a livello territoriale poniamo alla politica, lanciando sul territorio torinese un tavolo per la ricostruzione che veda gli stakeholders pubblici e privati tornare a fare squadra per vincere l’emergenza”.

    “Fondamentale per questo la leva della gestione dell’occupazione che ha visto un calo significativo di occupazione anche autonoma– precisa Carlo Alberto Carpignano direttore generale Ascom Confcommercio Torino e provincia – il “decreto Agosto” deve allineare ammortizzatori sociali e divieto di licenziamento, per evitare di drogare il mercato del lavoro, sostenendo l’occupazione dipendente e consentendo a quella autonoma di tornare a fare impresa. Ci aspettiamo ammortizzatori sociali funzionali ai percorsi di rilancio dei consumi e dell’economia, che non irrigidiscano le regole con paletti e vincoli o con costi eccessivi ma che siano davvero funzionali ad un rilancio del nostro territorio”.