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Dettaglio News

Principali
  1. titolo

    A Torino ennesimo Natale sotto tono, ma ancora una volta non c’è stato il tanto temuto crollo “a tutto campo” degli acquisti.

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  4. testo
    Sesto Natale “di crisi”. A seconda dei settori merceologici più o meno accentuata, più o meno pesante, più o meno difficile da assorbire.

    Ciò premesso (e considerando anche che i conti esatti si tireranno solo a fine anno), non è stata però neppure quest’anno “dèbacle” a tutto campo per quanto riguarda gli acquisti.

    I torinesi in generale non hanno infatti rinunciato, in toto e come da copione, al rito del regalo.

    Questo, in sintesi, quanto emerge dall’indagine effettuata da Ascom-Confcommercio di Torino e provincia, attraverso una verifica telefonica diretta presso un pannel di Dirigenti delle proprie Associazioni Categoriali e Territoriali.

    Bene, soprattutto, l’ “alimentare” e l’ “hi-tech”; tengono in media i livelli dell’anno scorso, e in qualche caso li superano, la “ristorazione”, così come l’“oreficeria” e il settore “libri”.

     Commenta la presidente dell’Ascom torinese Maria Luisa Coppa: “Anche quest’anno le spese natalizie dei torinesi si sono mosse, nel complesso, con grande attenzione e oculatezza,  ma ancora una volta la tradizione del regalo natalizio è stata rispettata, evitando - grazie anche alla professionalità dei nostri operatori e alla loro capacità di adeguarsi ai tempi e ai gusti della clientela – il tanto paventato crollo degli acquisti. Ora,archiviate le feste di fine anno, i prossimi mesi dovranno consegnarci segnali forti e più coraggiosi da parte del mondo politico, in grado di dare risposte concrete alla crisi occupazionale, economica e dei consumi ancora in atto. Fatti non parole e attenzione vera a quelli che sono i reali problemi della gente e del mondo imprenditoriale, per ricostruire quel clima di fiducia generalizzata e le condizioni più idonee per avviare un discorso di ripresa che ancora risulta difficile intravedere”.

    ALIMENTARI (=/+)

    A vincere sulle tavole del Natale, è stata sempre la tradizione. Fra agnolotti e ravioli, brasati, capponi e panettoni, il settore alimentare ha sostanzialmente tenuto rispetto ai livelli dell’anno scorso e, per le gastronomie storiche e più specializzate, le vendite natalizie fanno registrare un segno “più” fino al 3 - 4 %. Al bando le “ricercatezze”, si sono acquistati soprattutto prodotti tipici del territorio. In linea con l’anno scorso (nonostante i tagli praticati da molte aziende) anche la vendita di cesti natalizi, cesti di “taglio sartoriale” confezionati su misura per il cliente, senza grosse pretese, ma ricchi di prodotti locali, di uso quotidiano e di buona qualità.
    E archiviato il Natale, i motori vanno già a ritmi sostenuti verso il cenone di Capodanno.
    Vendite mediamente in linea o (in alcuni casi) leggermente superiori con quelle dell’anno scorso anche per i Pastifici e le Pasticcerie subalpine. Un maggior afflusso di clientela si è registrato soprattutto nei giorni precedenti la vigilia, in modo particolare per l’acquisto di pasta fresca (alla grande agnolotti di carne alla piemontese) e panettoni artigianali. “Meno ma buono”, la parola d’ordine più ricorrente.

    RISTORANTI (=/+)

    A conclusione di un’annata, nella media, in leggero recupero o poco al di sotto rispetto al 2012, il Natale 2013 si è sostanzialmente mantenuto ai livelli dell’anno scorso con qualche “guizzo” in più, ma non oltre il 3%, rispetto al Natale di un anno fa. Quelle che sono venute a mancare sono state, per contro, le “cene aziendali”, mentre già da giorni sono in arrivo le prenotazioni per il cenone di Capodanno.

    MERCATI (=/-)

    Un po’ meglio dell’anno scorso, nonostante le premesse e i tre giorni di forzata chiusura per lo sciopero dei “Forconi”. Le prime stime parlano di un bilancio mediamente in linea rispetto al Natale 2012 per quanto riguarda il settore alimentare (soprattutto per salumi, formaggi, carne e pesce; leggermente al di sotto per frutta e verdura). Segno negativo invece, meno 5-7%, per il settore extralimentare (idee-regalo, giocattoli e abbigliamento).

    ABBIGLIAMENTO (-)

    Come nelle previsioni, incassi mediamente a segno meno (-5%), pur se in lieve ripresa rispetto all’anno scorso (meno 11-12%). A Torino, come in tutte le città d’arte legate al turismo, ha invece tenuto l’Alta Gamma (+4-5%).
    Gli acquisti, anche quest’anno, si sono indirizzati soprattutto sull’ “accessorio” e sul “piccolo pensiero”: sciarpe, guanti, camicie, maglioncini e cravatte. Lo shopping natalizio ha quindi ancora una volta rimarcato la tendenza al “piccolo” e quanto mai oculato acquisto.
    L’ “uomo” anche quest’anno ha tenuto un po’ di più (non per quantità ma per il valore più elevato degli scontrini) rispetto alla “donna”, più propensa all’attesa dei “saldi” ormai alle porte. A registrare perdite più contenute anche il “bambino”, in virtù spesso della generosità dei nonni, diventati in certi casi i “big spender” del settore.
    L’attesa degli operatori dell’abbigliamento è ora tutta nei saldi che a Torino si inizieranno sabato 4 gennaio per durare otto settimane. Il business è assicurato: dovendo i commercianti alleggerire le rimanenze di magazzino, i consumatori potranno scegliere fra importanti “capispalla”, snobbati a Natale, e prodotti sicuramente “freschi” di stagione e a prezzi vantaggiosi.

    OREFICERIE ( =/+ )

    Natale 2013 senza particolari ribaltoni e mediamente in linea rispetto a quello dell’anno scorso. Segno “più” (4-5%) per le oreficerie “storiche”. Ad andare però sono state soprattutto, anche quest’anno, le piccole “proposte-novità”, come i “Trolbeats”, gioielli componibili danesi che permettono di far interagire il cliente, con una spesa contenuta. Sempre più in affanno i gioielli e i regali particolarmente  “importanti”.

    PROFUMERIE ( - )

    I segnali sono molto contrastanti, a seconda della dislocazione e della specializzazione dei negozi. Assalto alla diligenza negli ultimi due o tre giorni, ma non sufficiente a compensare un calo nelle vendite che, per alcuni esercizi, arriva a toccare un buon meno10-15% rispetto al già magro Natale 2012. Gli acquisti sono stati in genere molto oculati e si sono indirizzati soprattutto verso profumi non “griffati”, bigiotteria e “pensierini” a poco prezzo. In questi giorni si spera nel make-up di Capodanno, mentre alcuni acquisti - cadeaux sono ancora attesi per la festa di fine anno e della Befana.

    GIOCATTOLI (= / - )

    I negozi del settore denunciano situazioni non uniformi, che, nei casi migliori, si attestano sulle vendite dell’anno scorso e, in altri casi, lamentano invece un lieve calo (soprattutto per quanto riguarda non il numero ma il valore degli scontrini) ancora da quantificare. A tirare, per la maggiore, sono stati quest’anno tutti i Giochi Elettronici (legati al mondo della telefonia) e quelli di Società, mentre si spera ancora nelle festività di fine anno e nella “generosità” della Befana.

    TELECOMUNICAZIONI ( + / =)

    Il settore si è ormai in genere stabilizzato su un trend positivo. Le vendite di questo Natale – concentrate soprattutto nelle ultime 72 ore - viaggiano sostanzialmente in linea con quelle dell’anno scorso, mentre per quanto riguarda il mondo della telefonia e i suoi collegati ( i-phone, ipod, ipad e tablet) che oggi possono anche essere utilizzati per l’ascolto di brani musicali si registra fino a un 10-15% in più rispetto all’anno scorso.  Il dato riguarda i punti vendita più generalisti, ma anche i negozi tradizionali più specializzati che in questi ultimi anni hanno recuperato potenzialità anche rispetto al mercato dell’ “alta fedeltà”. Decisamente stagnante invece il mercato tv, dopo l’exploit ottenuto grazie al digitale terrestre e all’avvento delle nuove tecnologie, come l’HDMI o il LED o il 3D.

    LIBRERIE ( =)

    Meglio del previsto. A fare la differenza sono stati soprattutto gli acquisti (in rarissimi casi superiori ai 50 Euro) degli ultimi cinque giorni. Mediamente il Natale 2013 segna quindi un bilancio sostanzialmente in pareggio con quello dell’anno scorso. Fra i libri più venduti, quelli di Mario Calabresi “A occhi aperti” e di André Agassi “Open. La mia storia”.  

    DISCHI E ARTICOLI MUSICALI ( =/- )

    Situazioni eterogenee, da negozio a negozio, ma accanto a chi registra nel complesso un bilancio in linea con quello dell’anno scorso, altri lamentano un deciso calo, fino al -15%. In leggera ripresa il mercato del “vinile”. Fra gli album più gettonati: “Mondovisione” di Ligabue e “Lightning Bolt” dei Pearl Jam.

    VACANZE SULLA NEVE ( + / = )

    Piste con neve al top e impianti funzionanti a pieno regime, regna l’ottimismo nei centri più prestigiosi delle nostre montagne olimpiche. Tutto esaurito al Colle del Sestriere; molti i turisti stranieri, in arrivo in prevalenza dall’Est Europa, molti Russi, Ucraini, ma anche tanti Francesi. Ottima per Sestriere e Pragelato, la presenza del Club Med, che sta portando, nelle due località dell’Alta Valle, un turismo di qualità e di importante “peso economico”. Aria di ottimismo e previsioni rosee- soprattutto a partire da questo fine settimana - anche a Sauze e a Bardonecchia. Molti anche qui i turisti stranieri: i “soliti” e sempre benvenuti inglesi, ma anche francesi ed una relativamente nuova clientela estera formata da norvegesi, svedesi, polacchi ed irlandesi.  Il boom si prevede da questo fine settimana fino al dopo- Befana.
    La speranza è che la stagione tenga nel complesso anche per i prossimi mesi. Solo allora si potranno fare bilanci più ponderati.