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Dettaglio News

Principali
  1. titolo

    Ascom Torino: il" Protocollo per l’Economia di Prossimità", un Manifesto per la ripartenza dopo la pandemia.

  2. sottotitolo

  3. immagine
  4. testoIl 1° Aprile si è riunito in seduta straordinaria il Consiglio Generale di Ascom Confcommercio Torino con la presenza dei Presidenti di tutte le categorie e i territori attivi per analizzare la pesante situazione economica e sociale del mondo del Commercio, del Turismo, della Somministrazione, del Tempo Libero. Abbiamo deliberato all’unanimità Il Protocollo per l’Economia di Prossimità che evidenzia il forte malcontento, che lancia un appello alle Istituzioni e che propone alla Politica l’adozione di forti misure e linee guida sulla fiscalità, sul credito, sul fronte dell’accesso ai vaccini, sulla necessità di avere tempi certi per le riaperture con progettualità da avviare sin d’ora.

    “La situazione economica e sociale – generata dall’emergenza sanitaria – mostra segni evidenti di crescente criticità, con legittime istanze di reazione da parte di un tessuto imprenditoriale che sta pagando il prezzo più alto nell’economia di questo territorio: il mondo del commercio, del turismo, della somministrazione, del tempo libero (dallo sport, alla cultura, agli eventi). Sembra acuirsi rapidamente anche il conflitto sociale tra garantiti e non. Abbiamo sostenuto costi per adeguare le nostre attività agli standard di sicurezza richiesti…e siamo chiusi, mentre per strada, nei parchi, gli assembramenti di giovani ed anziani sono senza controllo. Dal 9 marzo 2020, data di entrata in vigore del primo lockdown in Piemonte ad oggi 1°aprile 2021 sono passati 389 giorni" - si legge nel documento.

    "In questi giorni le Imprese del Commercio, della Somministrazione, del Turismo hanno potuto: tenere le attività aperte 150 giorni il 38.5% del tempo attività di somministrazione chiuse alle 18 50 giorni il 12.8% attività chiuse (tranne servizi essenziali) 189 giorni il 48.5% I punti vendita di abbigliamento e comunque tutti i negozi ritenuti “non essenziali” negli ultimi 13 mesi hanno dovuto tenere chiuso per più di sei mesi. Alcune attività, come gli alberghi, ad esempio, non sono stati obbligati a chiudere, ma non hanno potuto lavorare. Il totalizzatore continua inesorabile: con l’ultimo decreto legge, al prossimo 30 aprile raggiungeremo 218 giorni di chiusura su 418 e supereremo il 50% del periodo!"

    "In Piemonte i consumi nel corso del 2020 sono crollati del 9%, per un valore di 7,8 miliardi di euro. Ne risentono soprattutto alberghi e pubblici esercizi. Servono aiuti reali, considerando l’anno 2021, che si sta rivelando più critico del 2020. Chiediamo alla politica nazionale ed anche locale, al Governo, alla Regione Piemonte – prosegue il Manifesto  -  alle Amministrazioni Comunali del territorio un biennio bianco fiscale, senza vincoli di fatturato per tutte le Imprese del commercio e del turismo, che neutralizzi l’imposizione fiscale nazionale e locale, per dare respiro agli operatori e per consentire di affrontare il rigore che ancora viene chiesto alle Imprese dei nostri settori.

    Il documento è stato inviato a tutte le istituzioni Locali e nazionali, ai parlamentari a tutti a tutti qui soggetti che possono contribuire concretamente alla ripartenza DEL Commercio, del Turismo, della Somministrazione , della Cultura settori vitali per il territorio torinese.