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Dettaglio News

Principali
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    Il welfare aziendale "scudo" anti-Covid per lavoratori e famiglie

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    Presentato il Rapporto Welfare Index PMI 2021 sullo stato del welfare nelle Pmi italiane. In 6 anni le imprese con un livello di welfare elevato sono passate dal 9,7% del 2016 all'attuale 21%.

    Se il Covid ha influenzato negativamente molteplici aspetti della nostra vita da un punto di vista sociale ed economico, c’è un ambito che nell’emergenza per migliaia di lavoratori ha assunto quasi un ruolo di ancora di salvezza: il welfare aziendale. Dai servizi diagnostici legati al Covid-19, alla formazione professionale a distanza, dagli aumenti temporanei delle retribuzioni alle nuove polizze sanitarie per i lavoratori, tante sono state le iniziative attuate dalle piccole e medie imprese  che hanno reagito impegnandosi per garantire la continuità produttiva tutelando la salute dei lavoratori, hanno riorganizzato il lavoro per renderlo più flessibile e facilitare la conciliazione con le esigenze familiari, hanno sostenuto le istituzioni sanitarie e le comunità locali. Tutto questo è stato evidenziato nel Rapporto Welfare Index PMI 2021 (documento pdf) sullo stato del welfare nelle piccole e medie imprese italiane, giunto alla sesta edizione promosso da Generali Italia con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con la partecipazione di Confcommercio, Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato e  Confprofessioni, che è stato illustrato a Roma alla presenza del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, della Sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo Economico Anna Ascani.

    Il ministro Orlando, commentando i numeri del rapporto, ha sottolineato che  “il welfare aziendale è la condizione centrale per la ripresa di un Paese fatto di Pmi come l’Italia". Secondo il ministro, “il welfare aziandale deve necessariamente essere integrato tra pubblico e privato per migliorare l’impatto sociale”.

     

    L'impatto sociale del welfare aziendale: i numeri del Rapporto 

    Secondo il Rapporto, in 6 anni le imprese con un livello di welfare elevato sono più che raddoppiate, passando dal 9,7% del 2016 all’attuale 21%. Il Rapporto ha messo in evidenza che per affrontare la pandemia le imprese hanno attuato numerose iniziative di welfare aziendale: in ambito sanitario, dai servizi diagnostici per il Covid-19 (43,8%) ai servizi medici di consulto anche a distanza (21,3%) a nuove assicurazioni sanitarie (25,7%); nel lavoro, con maggiore flessibilità oraria (35,8%) e nuove attività di formazione a distanza (39%); a sostegno dei lavoratori e delle famiglie, con aumenti temporanei di retribuzione e bonus (38,2%), aiuti per la gestione dei figli e degli anziani (7,2%) e per la scuola (6,8%); ma anche offrendo contributi alla comunità esterna, come donazioni (16,4%) e sostegni al Sistema Sanitario e alla ricerca (9,2%). La gran parte di queste iniziative sono tuttora in corso e per il 42,7% delle imprese sono strutturali e permanenti.