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    Regione: I fondi europei propulsori dello sviluppo del Piemonte

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  4. testo“Ho voluto presiedere personalmente questo incontro - ha sottolineato Alberto Cirio governatore della Regione Piemonte  - perché rappresenta l’appuntamento più importante per valutare lo stato di attuazione dei fondi Ue e il conseguimento degli obiettivi fissati dall’Europa”. Dopo aver preso atto che “finora il Piemonte ha ottenuto risultati positivi in molti settori ed è in linea con le Regioni italiane, ma non è nella media delle Regioni europee”, ha voluto alzare l’asticella: “Occorre provare a risalire la classifica con l’impegno di tutti. Il nostro obiettivo devono essere la Baviera, la Rhone Alpes e il Baden Wuttenberg”.

    In questa direzione il presidente Cirio ha lanciato una sfida: “Cambiare marcia ed essere più veloci nella capacità di spesa. Dal 2020 dovremo essere più attivi e protagonisti nella programmazione delle risorse, individuando strategie capaci di fare dei nuovi fondi i propulsori dello sviluppo del Piemonte. A tale scopo è necessario condividere una visione di insieme con gli enti locali e le parti sociali. Programmare bene tutti insieme le prossime risorse è fondamentale, perché se il Piemonte si mostrerà serio con Bruxelles riuscirà a ottenere maggiori risultati”.

    Sui programmi attualmente in vigore “è necessario - ha rimarcato Cirio - avere una linea di demarcazione su quanto speso finora, su quanto impegnato ma non speso, e sulle risorse ancora disponibili, in modo da utilizzare bene i soldi rimasti in modo da verificare la possibilità di rimodularle in base alle esigenze e le priorità attuali del Piemonte. Il 27 giugno sarò a Bruxelles per incontrare le direzioni competenti e discutere proprio di questo”.

    L’utilizzo dei fondi 2014-2020:  Per quanto riguarda il Fesr , sulla dotazione complessiva di 966 milioni di euro i fondi effettivamente spesi dal Piemonte sono circa il 21%, quelli impegnati l’88%. Sono stati pubblicati bandi per oltre 737 milioni e finanziate 890 operazioni, di cui 7 strumenti finanziari (che hanno interessato 438 imprese) e 883 progetti di altri 619 soggetti (imprese, organismi di ricerca, enti pubblici).Tra le criticità evidenziate il ritardo nell’uso dei 34,6 milioni di euro destinati alla tutela dell’ambiente e alla valorizzazione delle risorse culturali, dovuto in particolare alla complessità dei progetti che richiedono diverse fasi autorizzative e dinamiche di concertazione che coinvolgono numerosi soggetti.

    La percentuale di spesa dell’Fse sfiora il 50%, il volume impegnato il 70%. I beneficiari “fisici” delle misure sono 300.000, le operazioni finanziate 3.380: di queste, circa il 50% sono relative ad interventi finalizzati alla lotta alla disoccupazione e al sostegno dell’occupazione giovanile. Tra i partecipanti al programma c’è una prevalenza di persone inattive (circa il 50% del totale), quasi interamente costituite da studenti, giovani e con un grado di istruzione medio-basso.