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Maggio 15, 2026
Il vicepresidente Mauto Lusetti in audizione alla Camera: "bene la centralità della contrattazione leader, ma servono criteri di misurazione della rappresentatività e tutele contro la disapplicazione giudiziale".

13 maggio 2026
Confcommercio esprime un giudizio positivo sull'impianto del cosiddetto “decreto primo maggio", apprezzando in particolare la scelta di porre la contrattazione collettiva nazionale comparativamente più rappresentativa come unico riferimento per la definizione del "salario giusto". È quanto emerso dall'audizione informale del vicepresidente confederale, Mauro Lusetti, davanti alla Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati il 13 maggio scorso.
Secondo la Confederazione, la valorizzazione dei Ccnl "leader" è lo strumento insostituibile per garantire contratti di qualità e contrastare il dumping contrattuale. Il concetto di "salario giusto" deve però comprendere anche il welfare e la bilateralità, nel rispetto del principio di proporzionalità sancito dall'articolo 36 della Costituzione.
Tuttavia, Confcommercio ha evidenziato alcuni punti che richiedono ulteriori interventi per garantire la piena efficacia della norma:
Per quanto riguarda gli incentivi occupazionali contenuti nel decreto, il vicepresidente Lusetti ha promosso il riconoscimento dei bonus esclusivamente a chi applica i Ccnl leader, auspicando che tale criterio diventi strutturale per tutti i futuri sgravi alle assunzioni.
Infine, pur accogliendo positivamente le tutele per i riders, Confcommercio ha espresso riserve sulla presunzione di subordinazione, che potrebbe non rispondere pienamente alle reali esigenze del lavoro digitale e delle imprese strutturate che operano in mercati evoluti, come il trasporto pubblico non di linea.
Assodelivery, l'Associazione aderente a Confcommercio che rappresenta le principali piattaforme di delivery operative in Italia, esprime un giudizio complessivamente positivo sul Dl lavoro. Intervenendo in audizione alla Camera, i rappresentanti dell'Associazione hanno infatti sottolineato che "il decreto contiene misure importanti volte a rafforzare trasparenza, legalità e tutele nel settore del lavoro tramite piattaforma. Accogliamo con favore il rafforzamento delle misure contro il caporalato digitale, l'introduzione di requisiti più stringenti per la verifica degli account e i nuovi obblighi di comunicazione pensati per aumentare la trasparenza del settore".
Assodelivery ha però evidenziato la necessità di intervenire sull'articolo 12 del decreto, relativo alla classificazione dei rapporti di lavoro nelle piattaforme digitali: "la questione centrale è garantire certezza giuridica e coerenza con il quadro normativo europeo. La direttiva Ue 2024/2831 richiede una valutazione concreta delle modalità di svolgimento della prestazione e non automatismi che rischiano di non cogliere la pluralità delle situazioni lavorative esistenti nel settore".
Secondo l’Associazione, l'attuale formulazione dell'articolo 12 necessita di un migliore coordinamento sia con la direttiva europea sul lavoro tramite piattaforma che con la circolare numero 9 del Ministero del Lavoro del 18 aprile 2025, che aveva già fornito indicazioni interpretative sulla classificazione del lavoro dei rider.
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