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SPIGHE VERDI, ASCOM: «TURISMO, COMMERCIO E QUALITÀ DEL TERRITORIO DEVONO CRESCERE INSIEME»

Il riconoscimento ambientale può diventare una concreta leva di sviluppo per il turismo, il commercio, l’ospitalità e il mercato immobiliare dei piccoli Comuni

Le Spighe Verdi non rappresentano soltanto un riconoscimento alla sostenibilità ambientale, ma possono diventare uno strumento concreto per accrescere l’attrattività dei territori rurali, sostenere le attività economiche e creare nuove opportunità per il turismo, il commercio e l’ospitalità.

È quanto emerso durante l’incontro promosso da Confagricoltura Torino al Circolo Canottieri Armida, al quale hanno partecipato sindaci, amministratori pubblici, rappresentanti del mondo agricolo, operatori turistici e associazioni del commercio.

Particolarmente significativo il contributo di Ascom Confcommercio Torino e provincia, presente al confronto con Luisa Marchelli, presidente di Ascom Confcommercio Ivrea, e Beatrice Pinelli, presidente FIMAA Torino, la Federazione italiana mediatori agenti d’affari aderente ad Ascom.

Gli interventi hanno evidenziato come la qualità ambientale, la tutela del paesaggio e la valorizzazione delle produzioni agricole non siano elementi isolati, ma possano generare ricadute positive sull’intera economia locale: dai negozi di prossimità alla ristorazione, dalle strutture ricettive alle agenzie di viaggio, fino al mercato residenziale e alle nuove forme di ospitalità diffusa.

Per il 2026 sono 97 i Comuni italiani insigniti della Spiga Verde, 22 dei quali si trovano in Piemonte, la regione con il maggior numero di riconoscimenti. Sei appartengono alla Città Metropolitana di Torino: Barone Canavese, Candia Canavese, Caluso, Carignano, Poirino e Pralormo.

MARCHELLI: «IL TURISTA NON CERCA PIÙ SOLO UNA DESTINAZIONE, MA UN’ESPERIENZA»

Luisa Marchelli, presidente di Ascom Confcommercio Ivrea, titolare e direttore tecnico dell’agenzia di viaggi A Partir da Qui, ha posto l’attenzione sui profondi cambiamenti che stanno interessando il settore turistico.

«Il turista oggi non cerca soltanto una destinazione da visitare, ma un’esperienza da vivere. Cresce la domanda di un turismo lento, legato alla natura, ai paesaggi agricoli, all’enogastronomia, alle attività all’aria aperta e al contatto diretto con le comunità locali».

Partecipare alla vendemmia, incontrare un produttore, scoprire una ricetta tradizionale, visitare una bottega, percorrere un itinerario a piedi, in bicicletta o a cavallo sono alcune delle esperienze sempre più richieste dai visitatori.

Una tendenza che può offrire nuove opportunità anche alle imprese del commercio, della ristorazione e dei servizi, chiamate a diventare parte integrante del racconto e dell’offerta turistica del territorio.

Secondo Marchelli, è necessario superare una promozione frammentata, nella quale ogni Comune cerca di comunicare autonomamente la propria offerta.

«I territori non devono presentarsi come singoli Comuni in concorrenza tra loro, ma devono costruire e raccontare un’esperienza complessiva. Il visitatore non percepisce i confini amministrativi: cerca itinerari, autenticità, prodotti locali, accoglienza e servizi».

Diventa quindi fondamentale costruire reti territoriali capaci di coinvolgere amministrazioni pubbliche, imprese agricole, operatori turistici, commercianti, ristoratori e strutture ricettive.

PINELLI: «UN TERRITORIO CURATO DIVENTA PIÙ ATTRATTIVO ANCHE PER CHI VUOLE VIVERCI»

Beatrice Pinelli, presidente FIMAA Torino, ha sviluppato un ulteriore aspetto del dibattito, mettendo in relazione la qualità ambientale con l’attrattività immobiliare dei piccoli Comuni.

«Un territorio ben curato, riconoscibile, dotato di servizi e caratterizzato da una forte identità paesaggistica diventa più interessante non soltanto per i turisti, ma anche per chi cerca un luogo nel quale vivere, investire o avviare una nuova attività».

La crescente attenzione verso cascine, abitazioni rurali, seconde case e immobili situati nei piccoli borghi può rappresentare un’opportunità importante per contrastare lo spopolamento e favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente.

La qualità del territorio può inoltre incentivare l’apertura di bed and breakfast, affittacamere, locazioni turistiche e nuove forme di ospitalità diffusa, generando ricadute dirette anche sul commercio di vicinato, sulla ristorazione, sull’artigianato e sui servizi.

Nel corso dell’incontro è stata avanzata anche la proposta di valorizzare maggiormente il marchio Spighe Verdi nelle offerte immobiliari e nelle attività di promozione territoriale.

La certificazione potrebbe diventare un elemento riconoscibile e qualificante nella presentazione degli immobili, contribuendo a comunicare non soltanto le caratteristiche di una casa, ma anche la qualità del contesto nel quale è inserita.

IL RUOLO DEL COMMERCIO DI PROSSIMITÀ

Dal confronto è emerso con chiarezza come non possa esistere una reale valorizzazione dei borghi senza una rete adeguata di servizi e attività economiche.

Negozi, pubblici esercizi, mercati, ristoranti, bar, strutture ricettive e servizi alla persona contribuiscono in modo determinante alla vivibilità di un territorio e alla qualità dell’esperienza offerta ai visitatori.

Il commercio di prossimità svolge inoltre una funzione sociale fondamentale: mantiene vivi i centri storici, favorisce le relazioni tra le persone, offre servizi ai residenti e rappresenta spesso il primo punto di accoglienza per chi arriva in un piccolo Comune.

La sfida non consiste quindi soltanto nell’attirare nuovi flussi turistici, ma nel creare le condizioni perché i territori siano vivi e attrattivi durante tutto l’anno.

Per raggiungere questo obiettivo è necessario sostenere le imprese esistenti, favorire la nascita di nuove attività e sviluppare una programmazione condivisa tra agricoltura, turismo, commercio, cultura e mercato immobiliare.

FARE SISTEMA PER TRASFORMARE LA SOSTENIBILITÀ IN SVILUPPO

Il programma Spighe Verdi, nato dalla collaborazione tra FEE – Foundation for Environmental Education e Confagricoltura, accompagna i Comuni in un percorso di miglioramento continuo fondato sulla sostenibilità ambientale, sulla qualità dell’agricoltura, sulla tutela del paesaggio e sulla qualità della vita.

Durante l’incontro è stato più volte ribadito come il riconoscimento non debba essere considerato un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso di valorizzazione economica e sociale.

Il presidente di Confagricoltura Torino Gian Luigi Orsolani ha sottolineato come la crescita del turismo rurale possa creare nuove opportunità per le imprese agricole, la vendita diretta, le produzioni tipiche e le attività economiche locali.

Il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia ha evidenziato il primato piemontese, ricordando che la collaborazione tra imprese, amministrazioni locali e operatori economici può trasformare la sostenibilità in un vero motore di sviluppo.

Nel corso della giornata sono intervenuti anche l’assessore regionale al Bilancio e alle Attività produttive Andrea Tronzano, l’assessore al Commercio della Città di Torino Paolo Chiavarino, il vicedirettore vicario di ANCI Piemonte Mauro Barisone, il direttore regionale Paolo Balocco e numerosi rappresentanti delle istituzioni e degli enti territoriali.

Le testimonianze dei sindaci dei Comuni premiati hanno evidenziato come la candidatura alla Spiga Verde richieda un percorso amministrativo articolato, capace di coinvolgere uffici comunali, associazioni, cittadini, imprese e tecnici.

UNA STRATEGIA CONDIVISA PER I BORGHI RURALI

Secondo Ascom Confcommercio Torino e provincia, il valore delle Spighe Verdi risiede soprattutto nella possibilità di mettere in relazione settori che troppo spesso vengono considerati separatamente.

Agricoltura, turismo, commercio, ristorazione, cultura, servizi, ospitalità e mercato immobiliare fanno parte dello stesso ecosistema territoriale.

Un territorio sostenibile, ben curato e riconoscibile può attirare visitatori, favorire nuovi investimenti, incrementare il valore degli immobili e creare opportunità per le imprese.

Ma affinché questo potenziale si traduca in sviluppo reale è necessario costruire una strategia comune, capace di coinvolgere i Comuni, le associazioni di categoria e gli operatori economici.

La partecipazione di Ascom al confronto ha quindi voluto ribadire un principio essenziale: valorizzare i territori significa sostenere anche le imprese che ogni giorno contribuiscono a renderli vivi, accoglienti e attrattivi.

Le Spighe Verdi possono rappresentare un punto di partenza importante, a condizione che il riconoscimento venga trasformato in progetti, servizi, itinerari turistici, occasioni commerciali e iniziative di promozione integrate.

La sostenibilità diventa così non soltanto una scelta ambientale, ma una vera politica di sviluppo locale.

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