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L'outlook della settimana. Il punto al 1 settembre 2026

La crescita è moderata

Nel secondo trimestre del 2026 il PIL dell’area OCSE è aumentato dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti, accelerando leggermente dallo 0,4% del primo trimestre. La crescita ha interessato 27 dei 30 Paesi per i quali sono disponibili i dati, pur con andamenti molto differenziati tra le diverse economie. Qualche indicazione positiva arriva anche dall’area euro. L’indagine PMI® S&P Global Flash dell’Eurozona di agosto segnala un rafforzamento dell’attività economica, sostenuto soprattutto dalla manifattura. La produzione aumenta, torna a crescere la domanda e, per la prima volta in quattro anni e mezzo, si registra un’espansione degli ordini provenienti dall’estero. Le imprese hanno inoltre continuato ad assumere, mentre le pressioni sui prezzi sembrano essersi attenuate. La fiducia, tuttavia, rimane relativamente debole. 

La debolezza della crescita resta il problema di fondo

Il Fondo monetario internazionale sottolinea come le economie del G20 abbiano mostrato una notevole capacità di resistere agli shock degli ultimi anni, ma avverte che le prospettive di medio termine rimangono deboli. Nel 2031 la crescita del gruppo è prevista intorno al 3%, vicino ai livelli più bassi registrati dalla crisi finanziaria globale. Tra gli ostacoli indicati dal FMI figurano regolamentazioni inefficienti e assetti istituzionali che limitano il potenziale di crescita. Questione che assume particolare rilievo in Europa. Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE, richiama la necessità di sfruttare pienamente quello che dovrebbe essere uno dei principali vantaggi competitivi dell’Unione: la dimensione del mercato unico. Le barriere che ancora ostacolano la libera circolazione di beni e servizi impediscono infatti alle imprese europee di raggiungere economie di scala paragonabili a quelle dei grandi concorrenti internazionali. 

La produttività passa anche dall’intelligenza artificiale

In questo quadro assume particolare importanza il contributo che potrebbe arrivare dalle nuove tecnologie. Un’indagine della BCE mostra che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale sul lavoro è raddoppiato negli ultimi due anni e che chi la utilizza segnala risparmi di tempo significativi. I benefici in termini di produttività rimangono tuttavia molto differenti e persistono ostacoli che ne limitano l’adozione. 

In Italia migliora la fiducia

Dall’Italia arrivano segnali contrastanti. Ad agosto la fiducia delle imprese aumenta, grazie soprattutto al miglioramento registrato nei servizi di mercato, nelle costruzioni e nel comparto dei beni strumentali. Cresce per il secondo mese consecutivo anche la fiducia dei consumatori, sostenuta da giudizi migliori sulla situazione economica generale e personale e da attese meno negative sulla disoccupazione. I dati sull’attività produttiva invitano però alla prudenza. A giugno il fatturato dell’industria diminuisce dell’1,0% in valore e dello 0,7% in volume rispetto al mese precedente. La flessione interessa sia il mercato interno sia quello estero, segnalando che il miglioramento del clima di fiducia non si è ancora tradotto in un rafforzamento generalizzato dell’attività. (Dati Istat) 

Il peso delle spese obbligate 

Sul fronte dei consumi, rimane elevato il peso delle spese difficilmente comprimibili sui bilanci delle famiglie. Secondo Confcommercio, nel 2026 le spese obbligate – abitazione, energia, sanità e trasporti – assorbono il 41,7% dei consumi complessivi, contro il 37% di trent’anni fa. Una crescita che riduce inevitabilmente le risorse disponibili per i consumi discrezionali. 

Turismo, eventi e street food

Il turismo conferma intanto l’importanza dei grandi eventi: secondo la Banca d’Italia, nel febbraio delle Olimpiadi invernali i viaggiatori internazionali pernottanti sono aumentati dell’11,1% e la loro spesa del 15,2%; nel 2025 quasi 1,4 milioni di viaggiatori sono arrivati in Italia per il Giubileo. Crescono intanto nuove forme di ristorazione: lo street food conta ormai 4.500 imprese in circa 2.000 Comuni, con una presenza sempre più diffusa anche nei piccoli centri e nei borghi, secondo i dati Unioncamere.

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