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Dettaglio News

Principali
  1. titolo

    Epat Torino: Festa della Mamma e asporto Pubblici Esercizi, alcuni dati e considerazioni 



  2. sottotitolo

  3. immagine
  4. testoA Torino le comunicazioni di apertura per l’asporto sono oltre 2000 in generale; per un comparto composto da bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie di oltre 4500 esercizi, si stima che le attività d’asporto effettivamente partite siano sui 1700 I numeri potranno crescere con i giorni a venire anche in attesa dei protocolli di apertura che ancora non sono stati varati dal Governo e che spaventano molto gli operatori. A Torino l’asporto per i bar, ristoranti gelaterie e pasticcerie è partito dal il 9 maggio, giorno precedente alla festa della mamma, su esplicita richiesta di Ascom ed Epat. Siamo quasi vicini al 40% degli operatori, che hanno sperato di poter accedere ad una prima mini apertura dei loro locali. Le percentuali, leggermente in decremento rispetto ai dati i dati della provincia e della Regione a dimostrazione dei molti dubbi sulla tenuta economica della città.

    I DATI  DI TORINO  Aperti 800 bar pari al 30%, 500 ristoranti pari al 40% e 400 negozi di pasticceria e gelateria pari all’80% Le modalità dell’asporto hanno scoraggiato la categoria più numerosa ovvero i bar che pur avendo ottenuto da parte della Regione la fascia oraria 6.00 – 21.00 non abituati all’attività dell’asporto rispetto al consumo sul posto e per i quali il vincolo della prenotazione obbligatoria, hanno registrato molte difficoltà. La consumazione del bar è poco agibile con i vincoli della prenotazione soprattutto nella caffetteria.

    Notevole seguito per i ristoranti soprattutto per quelli che già praticavano il delivery e che pertanto hanno sperimentato un recupero di organizzazione interna e possono proporsi con menu da asporto, da prenotare e consegnare con programmazione. Altresì notevoli adesioni e speranze per le pasticcerie e gelaterie, che sconteranno le difficoltà della prenotazione che non rende possibile il cono gelato, con somma delusione per i bambini, ma solo l’asporto in vaschette e/o coppette, ma che provano a cimentarsi con le regole.

    In ogni caso la Festa della Mamma nelle pasticcerie ha toccato il 50% dei ricavi di una festa non in periodo di coronavirus Si tratta per l’Epat di uno spiraglio verso il vero obiettivo della riapertura dei locali, fatto più per rilucidare l’immagine di un locale, per riattivare la linfa vitale del lavoro, rispetto all’inedia di questi ultimi due mesi, senza guardare tanto al fatturato perché al di sotto del 10 - 15% del fatturato normale, possono affrontarsi alcuni costi con la liquidità ottenuta, ma non salvarsi dai costi generali. Soprattutto se si deve richiamare un dipendente dalla cassa integrazione con un costo di 60 euro in una sola mattina non ripagato neanche da 30 consumazioni medie di un bar. Ricordiamo che i dipendenti per cui è stata richiesta la cassa sono 22.000 nella provincia di Torino su 35.000, di cui il 60% in aziende sotto i 5 dipendenti

    L’esigenza - sottolinea Claudio Ferraro direttore Epat Torino- è quella di semplificare, eliminare la prenotazione, soprattutto se si dovrà contare a lungo sul delivery e sull’asporto per le misure di contenimento di cui si sente parlare, ad esempio 2 metri di distanziamento per i tavoli nei ristoranti, che si spera vivamente che non vengano praticati ponendo a rischio la riapertura stessa di almeno il 30% degli esercizi. “La speranza degli operatori, anche visti i risultati dei primi giorni di sperimentazione dell’asporto è l’apertura dei locali il 18 maggio – aggiunge Alessandro Mautino presidente Epat – secondo criteri di tutela ma anche di buon senso senza cadere in prescrizioni che rendano impossibile lo svolgimento dell’attività.